lunedì 28 novembre 2011

cavoli (e broccoli, spinaci, piselli, insalate....) amari

Isso e sventolo bandiera bianca: ho capito che due gnome si possono ingannare con i sotterfugi fino a un certo punto, dopodichè scatta lo sgamamento automatico e tutto il castello di carte crolla miseramente.

Come avrete capito l'argomento è V: vegetale, verde, verdure varie...vomito.

Uno le prova davvero tutte, dal travestimento base, ovvero l'uso sistematico del frullino dissipatore, a trucchi anche più elaborati, cose che manco Houdini sarebbe stato in grado di pensare...ma che tragicamente si scontrano con l'amara realtà: c'è anche un vago sentore di verdura, in qualsiasi sua forma?...bene, il piatto non si mangia.

Che poi non è solo questione di verde eh, cosa che sarebbe quasi normale: basta che sia un vegetale, anche le patate per dire, che solitamente i bambini apprezzano. Qui in casa viene automaticamente rifiutato.
Come sempre però c'è una deroga a questa regola, che non è solo - come già mi lamentai in passato - la mensa scolastica, ma anche il mangiare a casa di parenti o amici. 

Possibile, mi dico io, che solo la mia cucina faccia così schifo?!?! Cioè...proprio io, che oltre ad avere la passione per la cucina, mi "pregio" di tenere (più o meno eh...ultimamente mi rendo conto di essere un pò discontinua e mi scuso!) un blog in argomento, devo subire lo smacco di avere due figlie che mangiano solo in casa altrui?!?!?

Effettivamente è un duro colpo per il mio ego, ma in mia difesa posso dire che i palati adulti non si sono mai lamentati...ma a questo punto mi sorge quasi un dubbio: palati adulti che avete degustato le mie peripezie culinarie, volete forse dire che la vostra educazione vi ha imposto di complimentare ma in realtà vi ho proposto autentiche schifezze????
Però dai...a meno che il mio, di palato, non sia ormai anestetizzato e assuefatto, devo dire che il più delle volte produco cose apprezzabili! E il marito è onesto: le volte che ho attentato alla sua salute me l'ha sempre detto spassionatamente!

Secondo me è proprio una questione prettamente gnomesca: per loro l'erba del vicino è sempre più verde. O meglio: il vegetale proposto dal vicino è sempre meno verde, tanto che lo riescono a mangiare!


venerdì 11 novembre 2011

La mia torta di mele

Eh sì, va specificato perchè di ricette per la torta di mele ce n'è veramente un'infinità!

Questa è la mia, quindi - ovviamente - la migliore! :-D

Scherzi a parte, non so se sia la migliore, ma di certo è una versione ultracollaudata che a me piace tantissimo per via di quella nota particolare che viene dalle nocciole e per la presenza di yogurt e margarina che la rendono particolarmente soffice.

Prendete 4 o 5 mele renette (brutte ma buonissime...sono le mie mele preferite!), sbucciatele, tagliatele a spicchi più o meno sottili a vostro gusto e irroratele con succo di limone affinchè non si anneriscano. Nel frattempo tritate finemente 50 gr di nocciole insieme alla scorza del limone spremuto e 200 grammi di zucchero (meglio se di canna grezzo, secondo me amplifica ancor di più l'aroma della torta). Unite 3 uova, 1 vasetto di yogurt (naturale o, meglio ancora, alla nocciola!), 70 gr di margarina, 200 gr di farina, un pizzico di sale e una bustina di lievito. Mescolate ben bene fino ad ottenere un composto liscio e piuttosto liquido e versatene metà sul fondo di una tortiera foderato di cartaforno (una volta imburravo e infarinavo, poi ho scoperto l'acqua calda e son passata a questo sistema!): coprite con metà delle fettine di mele, quindi versate il resto del composto e infine l'altra metà delle mele. Cospargete la superficie con un pò di zucchero, così durante la cottura caramellerà e farà una ghiotta crosticina, e infornate a 180° per circa 40 minuti.

Nel frattempo mettetevi comodi in poltrona e godetevi un pò di meritato relax in compagnia del meraviglioso profumino che si diffonderà per tutta casa...


giovedì 3 novembre 2011

variante polpette #2

Ma che buoneeee!

Sarà che adoro qualsiasi forma di polpetta, ma ogni volta che ne assaggio una mi sembra più buona della precedente :-)

Questa volta mi sono inventata questa semplicissima variante che però è davvero gustosa: avevo del pane raffermo da far fuori, così l'ho tritato fine fine insieme a un pò di rosmarino. Ho unito a 500 gr di macinato magro di manzo un composto fatto con il pangrattato aromatizzato, abbondanti grana e pecorino grattugiati e una manciata di prezzemolo fresco tritato grossolanamente (la quantità del composto l'ho decisa a occhio...diciamo poco meno della carne); ho salato, pepato e aggiunto 3 uova, poi ho impastato bene il tutto con le mani fino ad ottenere una bella palla omogenea. Ho infine formato delle grosse polpettone di forma più o meno ovale e le ho fritte in abbondante olio. 

Squisite già addentate da sole, penso diano il meglio di sé in compagnia di una bella insalata e, volendo, di salsa di pomodoro o altre salse (se volete proprio rovinarvi, visto che comunque son già fritte...certo però con una bella bernese...). 

Vi dirò dopo averle pappate a cena stasera (e vediamo come andrà la "prova gnome")...oltre all'insalata pensavo di accompagnarle con melanzane a tocchetti cotte in padella con un filo d'olio, aglio e concentrato di pomodoro: un contorno di una banalità disarmante, ma che oltre ad essere gustosissimo si fa mangiare senza rimpianti per la linea (e viste le polpette fritte mi sa che è quello che ci vuole!!!)



martedì 1 novembre 2011

altro giro, altro regalo!

Il mese dei festeggiamenti casalinghi si è ormai chiuso: Maxignoma ha 8 anni, il che mi fa tragicamente pensare che l'adolescenza è ormai dietro l'angolo...con questo pensiero cerco di tener botta tutte le volte che mi fa arrabbiare, tanto so già che tra qualche anno le rimpiangerò!

Sabato sera l'abbiamo festeggiata in famiglia e devo dire che ho preparato parecchie cosine buone che ora vado a dettagliare: per cominciare, oltre a dei semplici cornetti di sfoglia farciti con il wurstel (vedi categoria "i classici"), ho ripreparato il gradito pesce finto dell'altro giorno (servito però senza travestimento, con un più sobrio giro di olive ad abbigliarlo); siccome però avevo lessato una quantità eccessiva di patate, ho inventato un uso alternativo che si è rivelato squisito: dei gateau di patate monoporzione! Ho unito alle patate lessate e schiacciate del prosciutto cotto tritato e del parmigiano, ho distribuito un pò del composto in dei pirottini di carta e ho messo su ciascuno un bel tocchetto di mozzarella, infine un'altra dose del composto a chiudere. In forno ben caldo per una ventina di minuti finchè la superficie non è dorata e il gioco è fatto: sfiziosi e gustosi!

L'ottimo primo è stato fornito dalla suocera: cannelloni fatti di crepes anzichè di pasta, farciti con cicoria ripassata, ricotta e scamorza e conditi con un semplice sugo di pomodoro. E' un piatto delizioso che le riesce particolarmente bene, gradiamo sempre!

Per secondo ho preparato un arrosto di sapore decisamente autunnale, con una salsa di prugne e castagne. Tanto per cambiare ho seguito una ricetta di guru-Parodi semplicissima, ma davvero sorprendente e di grande effetto: si prende un arrosto di vitello di circa 8 etti, meglio se legato, e lo si fa rosolare ben bene con un pò di olio. Quando è ben dorato si aggiungono uno scalogno tritato, delle castagne lesse (comprate già pronte al super), 7/8 prugne secche denocciolate e una foglia di alloro, si aggiusta di sale e pepe e si bagna il tutto con un bicchiere di vino rosso, lasciando poi cuocere a fuoco moderato per circa 1 ora. A termine cottura si affetta la carne e si aggiunge un pò di latte al sugo, facendolo rapprendere ancora qualche istante; se dovesse risultare ancora troppo liquido si può prelevare una parte e frullarla con il mixer per poi miscelarla nuovamente al resto del sugo. E' venuto davvero squisito!

Gran finale con la torta: ho provato a replicare la torta 2000 sulla quale fin da bambina ho sbavato anche solo vedendola nella vetrina della pasticceria Valsesia di Sauze d'Oulx. Il risultato è stato esteticamente migliorabile, ma il sapore divino!!! Per prima cosa bisogna sciogliere in un pentolino 180 gr di cioccolato fondente con un goccio d'acqua e 80 gr di burro; una volta raffreddato si uniscono 130 gr di zucchero e 6 tuorli e si mescolano ben bene con una frusta. Si montano a neve i 6 albumi e si incorporano - con movimento lento dal basso verso l'alto - al composto di cioccolato. Per ultima cosa si aggiungono 100 gr di farina setacciati con una bustina di lievito, anche questi gradualmente e dal basso verso l'alto. Una volta pronto si trasferisce il composto in una tortiera diam 26 e si inforna a 170° per circa mezz'ora. Nel frattempo si prepara la goduria massima, ovvero la crema per la farcitura: 200 gr di mascarpone frullati bene con 100 gr di Nutella! Una volta raffreddata la torta la si taglia a metà e la si riempie con questa crema (sempre se si è resistito a non papparsela prima!): meglio poi far riposare il tutto in frigo per almeno un'ora prima di servirla, coperta di zucchero a velo. Provatela e poi ditemi se non è una roba celestiale!!!





giovedì 27 ottobre 2011

fake fish

Che detto così fa più figo :-D

In realtà penso che sia una cosa che conoscete tutti, o per lo meno la potete intuire: trattasi di impasto di tonno e patate travestito da pesce. E' un piatto della memoria, lo preparava spesso mia mamma quando ero piccola, tuttavia c'è voluta la mia guru Benedetta Parodi per riportarlo a "galla" (del resto è un pesce)! E così ho deciso di proporlo oggi per la prima volta alle gnome.

Se le conosco faranno tanti ooooh e aaah appena lo vedranno, ma poi non lo assaggeranno nemmeno...tuttavia io sono recidiva e ci provo!
La preparazione è decisamente facile: stamattina l'ho fatto da sola, ma è davvero un piatto che ci si può divertire a preparare insieme ai bambini, soprattutto per via della decorazione finale.

Si prendono 3 o 4 patate e si fanno lessare, poi si passano con lo schiacciapatate e si uniscono 2 scatolette grandi di tonno (meglio se una al naturale e una sott'olio, altrimenti credo che al termine risulti un pò stucchevole) ben spezzettato, una cucchiaiata di capperi tritati (se piacciono), un pizzico di sale e 3/4 cucchiai di maionese.

Apro una parentesi per chi di voi ha il Bimby: se abitualmente fate la maionese in casa, abbandonate la ricetta del libro base e provate questa!!! mettete 1/2 misurino di aceto bianco o di mele nel boccale con un bel pizzico di sale e fatelo andare a 100° vel 1 per 1,30 min; portate quindi a velocità 5 e versate nel boccale 2 uova precedentemente rotte in un bicchiere. Fate girare per qualche secondo quindi portate a vel 8 e versate velocemente sul coperchio (in modo da farlo scendere a filo) 500 ml di olio di semi. Fatelo andare per circa 40 secondi, non di più per evitare che cuocia, e voilà: una maionese bella densa che si conserva a lungo, anche più di una settimana! Viene praticamente identica a quella confezionata, solo moooolto più buona e genuina.

Ma torniamo al pesce: una volta che gli ingredienti si sono ben amalgamati basta rovesciare l'impasto su un piatto di portata e dargli con le mani la forma di un pesce; dopodichè ci si sbizzarrisce con la fantasia: occhi di olive e capperi, bocche di pomodoro o peperoni sott'olio, pinne di carote...quello che più vi diverte!

Il risultato è davvero carino e divertente, nonchè molto molto buono (confermo x aver raschiato ben bene col dito tutto l'impasto rimasto nella ciotola...). Domani vi saprò dire se anche le gnome hanno alzato il pollice, speriamo!


martedì 25 ottobre 2011

Prosciutto new look

Mi sto divertendo a scoprire le diverse abitudini culinarie e i cibi che qui sono più usuali e magari a Torino proprio non si trovano: un classico esempio, che personalmente amo molto e le gnome pure, sono i cosiddetti straccetti, ovvero carpaccio generalmente di manzo ridotto proprio a "straccetti" con le mani e poi fatto andare per pochi istanti in padella e servito, ad esempio, con rucola e scaglie di grana. Qui a Roma usano molto e infatti li trovi a prezzo equo (se non sbaglio si aggirano sui 10, massimo 13 €/kg), mentre se vuoi provare a farli a Torino ti tocca comprare il carpaccio che costa tra i 25 e 30 €/kg ed è la stessa identica carne.
Viceversa, a Torino ho notato che costano molto meno il Grana o il Parmigiano: sarà che qui si usa più il pecorino, ma quando il Grana è proprio in superofferta lo trovi a 11€/Kg contro i 9 con cui spesso l'ho preso su.

Al di là di queste disquisizioni sui prezzi, ieri sera ho preparato una carne che a Torino appunto non avevo mai visto e che qui invece si trova normalmente: le fettine di prosciutto. E non si intende prosciutto già cotto o stagionato, ma ovviamente il taglio fresco (perdonate la mia ignoranza se poi a Torino si trova tranquillamente sotto altro termine...personalmente non l'avevo comunque mai provato!).
La preparazione non è stata particolarmente fantasiosa, ma le gnome se lo sono pappate con enorme soddisfazione, ergo andrà assolutamente ripetuto!

Ecco la complicatissima ricetta: ho tolto il grasso in eccesso e ho battuto ben bene le fettine, le ho passate nella farina e le ho fatte rosolare a fuoco vivo fino a che non sono diventate belle dorate; a questo punto ho sfumato con vino bianco e appena evaporato ho aggiunto un dito d'acqua, una spolverata di dado granulare e ho coperto, lasciando cuocere a fuoco basso per qualche minuto. Una volta spento il fuoco ho coperto ogni fettina con una bella sottiletta e le ho lasciate riposare coperte ancora un pò.

Servite con delle ottime patate al forno sono state davvero gradite, consiglio spassionatamente!



giovedì 20 ottobre 2011

e festeggiamo anche il marito

Ottobre in casa mia è un mese impegnativo: 3 su 4 di noi sono nati in questo mese, quindi torte e festeggiamenti a go-go!
Ieri è appunto stato il turno del marito e mi sono "esibita" in doppia torta: una per festeggiare in ufficio, l'altra per la cena con suoceri e cognati.

Per la prima preparazione devo ringraziare Manu: volevo preparare una torta che fosse buona sì, ma "pratica", senza creme o guarnizioni e la sua torta Nesquik aveva tutte le caratteristiche. Pare che i colleghi abbiano per fortuna molto gradito. Senza stare a ripetervi la ricetta, per altro davvero semplice da realizzare, vi metto direttamente il link al suo blog: torta Nesquik

La seconda ricetta invece mi ha strabiliato: non l'avevo mai sperimentata e posso dire di aver trovato forse la torta perfetta, almeno per quelli che sono i miei gusti. Ho già infatti dichiarato il mio amore incondizionato per le crostate...beh, questa la possiamo chiamare anche crostata, ma non è fatta con la frolla e secondo me la resa è ancora più golosa. Senza contare che si prepara davvero in un attimo e senza l'aiuto del mixer.

Vi servono: 200 gr di farina, 170 gr di zucchero, 170 gr di burro, 2 uova e un tuorlo sbattuti con la forchetta, 1 fialetta di aroma limone, 1 cucchiaio scarso di lievito per dolci, un pizzico di sale e un vasetto di marmellata o Nutella.
La preparazione è davvero elementare: mescolate gli ingredienti asciutti con l'aroma e poi aggiungete il burro morbido e le uova sbattute. Otterrete una crema che dovrete spalmare sul fondo di uno stampo a cerniera di diam 26 foderato con carta forno: con il dorso di un cucchiaio ricavate nell'impasto dei "fossi" e li riempite di marmellata, che poi spalmate sull'intera superficie. Infornate a 180° per circa 40 minuti, coprendo con stagnola se vedete che viene troppo cotta la parte alta.
Durante la cottura l'impasto, lievitando, andrà a coprire la marmellata...il risultato è una torta praticamente "ripiena" morbida e fragrante...l'abbiamo trovata tutti divina, provare per credere!

Pare che anche con la Nutella venga benissimo, perchè in questo modo non si indurisce come nelle crostate, ma rimane bella cremosa...slurp! sperimenterò presto.


domenica 16 ottobre 2011

preparazioni festaiole

Ieri abbiamo nuovamente festeggiato il compleanno della babygnoma con i suoi amichetti in un bel parco, assistiti da una splendida e ancora calda giornata. Dal momento che la festa l'abbiamo organizzata insieme a una compagna, con la mamma ci siamo divise i compiti culinari: a lei i salati e a me i dolci.

E' stata un'ottima occasione per sperimentare i cupcakes, che ultimamente si vedono un pò ovunque ma non avevo ancora provato, e per fare un pò di pratica con la copertura in pasta di zucchero, che sicuramente devo migliorare.
Ma dal momento che io non sono qui per insegnare a qualcuno (come potrei!), parlo volentieri anche dei miei (frequenti) insuccessi, anche perchè può essere utile a tutti capire quali errori si possono evitare.

Per quanto riguarda i cupcakes però devo dire che di errori non ce ne sono stati: per l'impasto ho utilizzato la ricetta dei muffin dell'acclamata chef Nigella Lawson, che effettivamente è stata una scoperta. Oltre ad essere infatti alquanto semplice, è piaciuta tantissimo alle gnome e sapete quanto sia un evento raro. Ed è piaciuta altrettanto la copertura, anch'essa molto semplice, che ho preparato in un minuto di orologio montando per bene 2 panetti da 80 gr di Philadelphia con 400 gr di panna vegetale, 100 gr di zucchero a velo e qualche goccia di colorante alimentare.

Ma veniamo all'impasto: per riempire una 50ina di pirottini piccoli (formato pasticcino) ho usato 250 gr di farina autolievitante, 250 gr di burro molto morbido, 250 gr di zucchero, 1 bustina di vanillina, 4 uova grandi e qualche cucchiaiata di latte. E' sufficiente mettere nel mixer farina, uova, burro, zucchero e vanillina fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo; a questo punto si aggiunge il latte quanto basta per rendere il composto cremoso. Si versa nei pirottini riempiendoli a metà e si infornano per circa 20 minuti a 200° (Fornoagas a temperatura più bassa, ormai comincio a conoscerlo). Una volta raffreddati si coprono con la crema, naturalmente usando una sac a poche. E poi si guarniscono con fantasia: io ho ritagliato le iniziali e l'età delle festeggiate in pasta di zucchero, poi le classiche palline colorate e dei cuoricini di zucchero...ma credo che anche un topping alla fragola sarebbe andato bene, come pure dei mini smarties. 

Devo dire che mi hanno fatto tutti i complimenti e non ne è avanzato manco uno: minimo sforzo...massima resa!




E veniamo ora alla torta: non era cattiva, a dire il vero, tuttavia è risultata un pò...mappazza! Il pan di spagna fatto con 12 uova forse era eccessivo, ne sarebbero bastate 10. Però era morbido e ben bagnato (solo con latte, visto che era indirizzato più che altro a gnomi), il che lo ha reso per lo meno commestibile. Buona invece la farcitura, che ho fatto riprendendo un pò la crema panna e mou della volta scorsa, ma aggiungendo anche mascarpone, giusto per renderla più dietetica :-). 

La copertura in pasta di zucchero mostrava tutti i miei limiti di manualità e l'inesperienza: a parte l'estrema semplicità, non sono riuscita a pulirla bene dallo zucchero a velo in eccesso, qua e là si notavano delle imperfezioni e le lettere avevano i bordi irregolari; mi è riuscito bene il fiocco! Nell'insieme però, considerato anche che era la seconda volta in vita mia che mi lanciavo in questa impresa, non è stata poi così male, la sua figura l'ha fatta e, cosa più importante, agli gnomi presenti è piaciuta molto. Le mie naturalmente non l'hanno manco assaggiata, ma questo è un altro discorso (per stavolta mi accontento che abbiano mangiato un bel pò di cupcakes!).



Una nota sulla pasta di zucchero: dopo aver provato svariate volte a farla in casa, prima col glucosio, poi col miele, ho scoperto (meglio tardi che mai!) che esiste già pronta e perfino colorata! Si trova in panetti già pronti all'uso, basta darle la forma che più si desidera, come il pongo. Mi si è aperto un mondo :-) costicchia eh...ma sicuramente vale la pena, soprattutto se il tempo a disposizione è ridotto e la cucina ha spazi più ridotti ancora, come nel mio caso! 

venerdì 7 ottobre 2011

piccole gnome crescono

Ieri la mia babygnoma è diventata 5enne!

Un traguardo importante, perchè così ha finalmente compiuto una mano intera e può faticare meno quando le chiedono quanti anni ha :-)

Abbiamo fatto una festicciola in famiglia, solo una pizza e una fetta di torta in attesa di festeggiare con più adeguata compagnia la prossima settimana, ma intanto è stato un pretesto per preparare un dolce, cosa che io adoro fare. E poi continuerei a far dolci ogni giorno anche solo per prendere finalmente le giuste misure con Fornoagas, che tutto sommato comincia a starmi simpatico. Con le paste al forno è insuperabile, ma direi in generale con tutti i prodotti non lievitati...devo ancora prendere bene le misure con i lieviti e x questo la famigliola dovrà sopportare qualche esperimento in più nel breve periodo.

Ieri sera non ho azzardato nulla di particolare, ma ho voluto sperimentare la riuscita del pan di Spagna, perchè volevo fare una torta farcita. Non è venuto male, anzi: era alquanto soffice, ma era un pò poco alveolato per cui avrei dovuto bagnare un pò di più la parte superiore. La cosa migliore è stata senza dubbio il ripieno, che mi sono inventata dopo esser rimasta folgorata tra i banchi del supermercato da questo sublime prodotto:


Già mangiata da sola è una roba divina, non so immaginare cosa possa essere spalmata sul pane, sui biscotti...intanto siccome così semplice come farcia della torta non la vedevo bene, ho provato ad amalgamarla alla panna montata non zuccherata: per 250 gr di panna ho messo 2 cucchiaiate abbondanti di questa crema mou e il risultato è stato spettacolare, della dolcezza giusta e per nulla nauseante. Il pan di Spagna l'ho bagnato solo con latte e sopra, complice la fretta, ho fatto una sbrigativa decorazione con glassa pronta al cioccolato, palline e cuoricini di zucchero e glassa liquida colorata. Esteticamente potevo sicuramente ambire a qualcosa di meglio, non c'è dubbio, ma alla festeggiata è piaciuta molto (a lei però, puntualmente, solo esteticamente...la torta l'ha finita il papà) e anche gli altri commensali hanno gradito. Soprattutto la farcia, che ve lo dico a fare!


lunedì 3 ottobre 2011

golosa frolla

Culinariamente parlando, credo che la mia più grande passione sia la pasta frolla.

Beh...adesso che ci penso c'è anche la pizza...dimenticavo la focaccia...oddio, anche la pasta al forno....e vogliamo dimenticare le patate arrosto....e un buon gelato...ok, si è capito che potrei andare avanti per ore! Tuttavia è vero, se devo limitarmi a dire (velocemente!) quale sia il mio dolce preferito dico sicuramente una buona crostata fatta in casa con marmellata, meglio ancora se per fatta in casa si intende sia la crostata che la marmellata.

Non è invece, ahimè, il dolce preferito delle gnome. Ne assaggiano magari un boccone dicendo che è buonissima, poi però abbandonano la fetta a metà adducendo la scusa di mal di pancia immaginari o simili perchè sanno benissimo quanto io detesti che lascino cibo nel piatto.

Maxignoma è più temeraria a dire il vero, la crostata alla nutella se la mangia ben volentieri, solo che sono io a non prepararla con altrettanto entusiasmo...quella che preparo e mangio con autentica bava alla bocca è quella con la marmellata di ciliegie, che davvero è x me un nettare degli dei. Così l'altro giorno ho chiesto a Fornoagas se era disposto a prepararne una e non mi è parso in disaccordo.

Per la base la frolla collaudata è quella che faccio con 300 gr di farina, 1 uovo e 1 tuorlo, la scorza di un limone, 130 gr di burro morbido e 80 gr di zucchero. Non è una frolla che io riesca mai a stendere col mattarello anche dopo che è stata in frigo il suo buon quarto d'ora (magari sono io che sono impedita, cosa assai probabile!), tuttavia è malleabile come il pongo e quindi la stendo benissimo con le mani. La uso anche per fare i biscotti e solitamente in 40 minuti di forno a 180° veniva perfetta, ma il caro Fornoagas non ha sfornato proprio un capolavoro...beh, per lo meno a livello estetico, perchè l'ho dovuta togliere dopo appena 20 minuti e ciononostante è venuta leggermente bruciacchiata ai bordi e perfetta nel centro, ma il sapore era favoloso anche in questo caso.

La marmellata casalinga ahimè a questo giro non l'avevo (diciamo che tra primavera ed estate quest'anno ho avuto un pò di altre cose a cui pensare!), ma ho preso un'ottima marmellata di fragole bio che ha sprigionato un profumo delizioso.

Che dire...nulla è più corroborante dell'aroma della crostata in forno!!!



martedì 27 settembre 2011

'O Sarracino

Non so se li avete mai assaggiati, ma io vado pazza per i biscotti al grano saraceno (senza far nomi, quelli fatti tipo un 8 prodotti da una nota marca che ha per simbolo un mulino, casualmente bianco ;-)). 
Tempo fa, sull'onda dell'entusiasmo dovuto alla ricetta "puoi farli anche tu" trovata sul pacco degli stessi, ho comprato un pacco di farina di grano saraceno, ma puntualmente è rimasto intonso in dispensa.

Questo fino a ieri, quando mi son messa in testa di provare a cucinare un ciambellone con il mio amico Fornoagas: partendo dall'ottima e collaudatissima ricetta della mia amica Bianca ho cominciato sbattendo energicamente 3 uova intere con 200 gr di zucchero a velo, ho aggiunto una busta di vanillina, 130 gr di olio di semi, 130 gr di acqua e 250 gr di farina 00. Peccato che quando sono arrivata a 150 gr mi son resa conto di aver finito la farina! L'unica risorsa trovata in dispensa a quel punto era la farina di grano saraceno e così ho completato con lei il dosaggio. Ho aggiunto una bustina di lievito, amalgamato bene e infornato a...boh? diciamo 180? per 30 minuti circa (prova stecchino). Beh, devo dire che il risultato è stato eccellente! Per due motivi: intanto perchè la torta è rimasta soffice soffice come solo il ciambellone di Bianca sa essere, nonostante le farine diverse; e poi perchè le gnome sono impazzite, gli è piaciuto un sacco (le torte al cioccolato magari le schifano, poi ti sorprendono apprezzando la torta-dall'aspetto-integrale-cheperò-integrale-non-è!).


E ora permettetemi, per dirla come Vasco, un piccolo spazio pubblicità: come i miei "amici" di Facebook già sanno, a breve verrà pubblicato un libro di ricette dal titolo l'Arte della semplicità in cucina (edito da eJarvis) che è una raccolta di ricette tratte da diversi blog, tra i quali anche il mio Cotto e avanzato!!! Dire che ne sono orgogliosa è dir poco, pertanto sopportatemi se faccio un pò il "galletto" della situazione. Sicuramente si potrà scaricare via web, ma avendo un ISBN si potrà trovare nei vari database editoriali e verrà distribuito su Amazon e sul sito Sani Sapori che io seguo con entusiasmo. Naturalmente vi farò sapere quando si potrà trovare ;-)



lunedì 26 settembre 2011

Risvegli

Come sapete (mi ripeto!) vengo da un periodo decisamente travagliato: nel giro di un anno abbiamo comprato, ristrutturato e traslocato in Torino per poi ritraslocare pochi mesi dopo a Roma e quindi non si può dire che il 2010/11 non sia stato un anno impegnativo.
Tutto questo stare tra scatoloni e nuove ambientazioni devo ammettere che aveva finora smorzato parecchio la mia passione culinaria, il fatto del forno ha poi ulteriormente dimunuito la libido, ma...da ieri qualcosa è cambiato.

Complice la partita della Magggica, ieri sera abbiamo invitato i miei cognati a cena: alle ore 14 la mia ispirazione rasentava lo zero...avevo aperto svogliatamente il frigo e l'avevo visto triste e semivuoto, così stavo per lanciare la classica pizza da asporto. A quel punto però mi è salito doppio nervoso, perchè sto cercando di seguire la dieta in maniera ferrea e quindi l'idea della pizza mi rodeva il chicchero. Mi è scattata una molla: ho riaperto il frigo e mi sono imposta di inventare qualcosa con quello che c'era, mi sono rimboccata le maniche e ho finalmente carburato.

E come quando i bei ricordi riemergono a cascata uno dietro l'altro, ho trascorso qualche ora di nuovo a spignattare ed ecco la voglia di farlo è subito riemersa bella fresca!
Credevo di non avere niente perchè non avevo forse voglia di vedere: non che abbia fatto chissà che cenona, però ho sfornato un gateau di patate da leccarsi i baffi (a detta dei commensali eh, perchè io la mia dieta non l'ho sgarrata!), una bella padellata di straccetti con rucola e una specie di ratatouille con melanzane, zucchine, cipolle e pomodori.

Quanto è bastato per farmi tornare ispirazione e farmi sentire forse finalmente a casa e padrona dei miei mezzi :-)

Bene: ora che sapete qualcosa in più delle mie emozioni, tanto vale che sappiate qualcosa in più anche dell'ottimo gateau, che è stato preparato con la preziosa collaborazione della Maxignoma (come rompe le uova lei...) e che ha riscosso applausi sia da lei che dalla sorella.

La mia è stata una "versione mixer": che io sappia, solitamente il gateau andrebbe preparato a strati, schiacciando le patate e amalgamandole con le uova e il parmigiano e poi mettendo uno strato di composto alternato a salumi e scamorza; io sono stata più speedy: ho lessato 4 belle patate, ho tritato finissimi un etto di crudo e 50 gr circa di pecorino e li ho messi da parte, quindi ho passato nel boccale (parlo di boccale perché ho usato il Bimby, ma va bene qualsiasi mixer non a immersione) le patate, 200 gr di mozzarella, il pecorino, 2 uova, 40 gr di burro, poco sale e pepe; ho frullato il tutto a max velocità finchè è venuto fuori un composto simile a un purè e a quel punto ho aggiunto il crudo e riamalgamato.

Ho usato una teglia piuttosto grande in modo che mantenesse una giusta consistenza e ho infornato per 40 min circa, fino a doratura. L'ho servito freddo, ma penso che anche tiepido fosse buono. Mio cognato si è fatto tre porzioni abbondanti, penso si possa considerare un buon segno ;-)


venerdì 23 settembre 2011

dipendenze

Negli ultimi 10 anni ho coltivato una profonda, direi quasi simbiotica, amicizia con un forno elettrico ventilato. Ci siamo conosciuti e piaciuti subito e abbiamo deciso di non lasciarci più: in tutti questi anni ne abbiamo combinate insieme...dalle pizze ipertrofiche e ipersalate ai muffin senza lievito, diciamo che ha visto tante schifezze passargli dentro, ma lui ha sempre creduto in me e mi ha accompagnato nella crescita, finchè son riuscita a sfornare anche meringhe degne di esser chiamate tali.

Siamo cresciuti insieme, comunque: negli ultimi mesi lui aveva subito un lifting che l'aveva fatto migliorare esteticamente e anche nelle prestazioni, facendogli toccare picchi di 300° che gli consentivano di sfornare pizze e focacce degne di una panetteria, ma il nostro idillio purtroppo si è dovuto bruscamente interrompere.

Io l'ho tradito...ho dovuto porre fine al nostro patto e lui giustamente mi ha voltato le spalle. Abbandonato in una casa ormai spoglia, mi ha dimenticato e non si fa più sentire, mentre io qui non riesco a comunicare con il nuovo coinquilino: un forno a gas ormai mio coetaneo che non collabora minimamente e si rifiuta di raggiungere almeno i 230°.

Sabato sera l'ho sfidato: gli ho detto chiaramente "o pizza o morte", ma lui ha fatto finta di nulla e ha piantato rigidamente le manopole sui 220°. Risultato? Dopo una lite durata un paio d'ore ha sputato fuori una cosa piatta e dura che non sono riuscita a definire pizza. Secondo me durante la cottura ha adottato qualche espediente e si è vendicato ingurgitando lui stesso tutto il lievito. Fatto sta che ci siamo mangiati quella che qui a Roma si definisce una "sòla" in due sensi: sola di scarpa per la consistenza, fregatura nell'insieme.

Che devo fare? Il mio amico ventilato mi manca così tanto...ma questa situazione è temporanea, posso io svuotare il borsellino per una cucina che dopo pochi mesi (se siamo fortunati) dovrò nuovamente abbandonare? Son problemi, mi rendo conto...ma è davvero dura uscire dalle dipendenze, lo sapete. E il mio adorato ventilatuccio mi aveva assuefatto...Ero proprio cotta di lui, cosa che per un forno è senz'altro un complimento.

Aiutatemi a risolvere questo dubbio amletico: avere o non avere un forno ventilato, questo è il problema...



giovedì 15 settembre 2011

Mia mamma

Mia madre era una persona speciale.

Ok, questo è quello che dicono - e giustamente, perchè ogni madre a modo suo è speciale - tutti i figli.
Però...mi sento di dire che mia madre fosse davvero un "caso". 

Intanto per motivi di età: era nata nel 1925 e quando sono arrivata insperatamente io aveva già 47 anni, cosa che al giorno d'oggi non fa certo più scalpore, ma negli anni 70 era certamente una rarità; e poi era così mentalmente aperta che difficilmente si sarebbe detto fosse appartenuta a una generazione tanto distante: erano tanti gli anni che ci dividevano, ciononostante ha sempre cercato di comprendermi, di darmi un'educazione al passo coi tempi e di avvicinarsi al mio modo di pensare.
Non deve essere stato affatto facile per lei crescermi: il confronto con altre madri inevitabilmente più giovani, i commenti che all'epoca non venivano risparmiati, i suoi stessi genitori decisamente anziani (anche qui...nonna era del 1899!)...ma non mi ha mai fatto pesare nulla, anzi: credo che una figlia più amata e coccolata di me sia difficile trovarla.

Non voglio dilungarmi oltre, ma...oggi sono 12 anni che non c'è più e non c'è giorno in cui non la pensi e non la senta con me. Avevo piacere di ricordarla anche qui perchè sorrido al pensiero di avere la passione per la cucina quando lei certo non me l'ha trasmessa: come cuoca era anche brava, ma siccome detestava proprio stare ai fornelli riduceva le sue "prestazioni" al minimo sindacale :-) giusto in qualche grande occasione, per la quale sfoderava qualche ricetta particolare.

Erano talmente rare, queste occasioni, che me le ricordo ancora bene! E la cosa più buffa è che, per quanto lei fosse amante dei sapori tradizionali, uno dei suoi "cavalli di battaglia" era un piatto esotico!
E così eccovi oggi la sua ricetta (ovviamente ipersemplice) del riso alla Cubana, che lì per lì può sembrare disgustoso, ma vi garantisco che va provato. 

Ma non ve la scrivo io: vi posto direttamente l'immagine del suo fido quadernetto delle ricette che per me è più prezioso di un diamante. 



martedì 13 settembre 2011

Ah ecco, è riapparsa!

tremate, tremate, la sedicente cuoca è tornata!!!
Ragazzi, dopo un'estate bollente tra bagnasciuga e suoceri (wow!) mi sono finalmente impossessata della mia "nuova" dimora nella Capitale e, piano piano, cerco di ambientarmi e diventare zen nei confronti del traffico (ogni volta che ci penso rido perchè mi viene in mente Johnny Stecchino, ricordate? la più grande piaga di Palermo ... ).
Le gnome muovono anche loro i primi passi nelle nuove scuole e a breve avrò un pò di tempo per dedicarmi più seriamente alla cucina, che devo ammettere di aver parecchio trascurato durante questo lungo lasso di tempo (complice la cuoca-suocera a mia disposizione!).
Mi sento orfana di un forno ventilato ... attualmente dispongo della vecchia cucina dei suoceri con il mitico forno a gas di quelli che si accendono con il fiammifero: non ho ancora provato a cucinare qualcosa, ma il pensiero mi frena...magari poi scopro che invece i dolci vengono sensibilmente meglio e non lo mollo più, sai mai ... anche qui, quando avrò un pò di tempo x giocarci sperimenterò!

Nell'attesa di tempi migliori, vi dò due dritte semplici (come sempre!) ma interessanti: una è forse l'uovo di Colombo, ma io l'ho scoperta piuttosto recentemente ed è una di quelle cose ormai diventate indispensabili. Trattasi del misto di "odori" in vaso da utilizzare come soffritto pronto o come insaporitore di varie pietanze. Praticamente si frullano con il minipimer (meglio del frullatore: lascia i pezzi più grossi e disperde meno liquidi) un bel pò di carote, cipolle, prezzemolo, aglio, basilico, sedano con 3 cucchiaini di sale e olio a filo quanto basta per ottenere un composto ancora consistente; lo si passa poi in un vaso e lo si copre ulteriormente di olio. E' un composto davvero utile in mille occasioni: un cucchiaio è perfetto anche solo per dar sapore a dei filetti di pesce passati velocemente in padella o a una frittata, ma soprattutto è ottimo come base per i sughi! Se ben coperto di olio (bisogna rimboccarlo dopo ogni utilizzo) si conserva in frigo per almeno un paio di settimane, se non di più.
Che dite ... ho scoperto l'acqua calda???? Ne fate già abitualmente uso?

Altra cosa invece un pò più insolita che ho sperimentato stamattina (alla babygnoma però non l'ho manco proposta ... effettivamente è un sapore un pò particolare) è questo bel piattino ultradietetico che mi sono preparata con faccia mogia (s'ha da dimagrire, ahi ahi) e che invece mi ha riportato il sorriso dopo il primo assaggio: un'insalatina tiepida di calamaretti e finocchio. Semplicissima e davvero gustosa: lessate per una decina di minuti dei calamaretti puliti in acqua bollente salata e aromatizzata con una foglia di alloro; scolateli, fateli raffreddare qualche istante e poi tagliateli ad anelli; nel frattempo affettate sottilmente un finocchio, quindi unite i calamaretti e una manciata di olive verdi anch'esse a rondelle. Condite con una miscela di olio evo, senape e sale e...poi ditemi se non è una squisitezza!

Bene, per oggi e tutto. Spero che a voi faccia piacere ritrovarmi almeno quanto fa piacere a me!
Alla prossima :-)


domenica 10 aprile 2011

ma...dov'è finita???

Se mai ve lo foste chiesti, esisto ancora :-)

Sono solo intervenute le cosiddette "cause di forza maggiore" che mi hanno momentaneamente distratta dalle attività culinarie: nel giro di pochissimo ho infatti appreso non solo che devo trasferirmi definitivamente a Roma, ma anche che devo farlo il 20 di giugno, ovvero praticamente domani.

Capirete che la notizia ha non poche implicazioni, a cominciare dal fatto che devo rimettermi a fare scatoloni, cosa che ho smesso di fare nemmeno un anno fa, visto che ci siamo trasferiti nell'attuale casa il 4 ottobre scorso (la foto che vedete l'ho scattata appena arrivati qui)! E poi devo mettere in vendita l'appartamento (approfitto x fare un pò di pubblicità, sai mai...vi interessano circa 180 mq in Torino città x caso???), salutare tutti gli amici, cercare di vedere tutti i posti che so che più mi mancheranno, pensare alla scuola delle gnome...in sintesi: un gran bordello!!!!

Infine, cosa non da poco, devo metabolizzare con calma il fatto che stravolgerò radicalmente la mia vita alla soglia dei 40 anni, il che non è esattamente una passeggiata: ok, Roma è fantastica, ormai un pò la conosco e avrò finalmente la famiglia del mio compagno a portata di mano, ma è comunque un passo difficile da compiere a questa tenera età, quando ormai le abitudini sono consolidate. Speriamo bene...già so che quando sarà il momento x mi tremeranno le gambe e avrò gli occhi gonfi, ma per ora cerco di non pensarci!

Insomma, va da sè che ultimamente le mie cene sono quanto di più spartano si possa immaginare, perchè la fantasia e la voglia sono tutte assorbite altrove. Ma ritornerò, abbiate fede: non so ancora dire quando, sicuramente quando mi sarò sistemata per bene nella Capitale e avrò preso un minimo di confidenza con la nuova dimensione.

Per il momento mando a tutti un salutone virtuale: a presto!!!

venerdì 25 marzo 2011

volete leccarvi i baffi?

La primavera sembrerebbe essere sbocciata finalmente, e con lei è decisamente sbocciato il mio buonumore!

Sole e tepore mi fanno davvero sorridere al mondo, inoltre comincio a vedere sui banchi del mercato fragole, asparagi, fagiolini, piselli e i primi pomodori e già mi viene l'acquolina in bocca...insomma, è proprio un bel periodo e...la voglia di cioccolato comincia a lasciare il posto a quella di gelato (ahimè, visto che ne mangerei a chili!) e di frutta, così oggi ho preparato un dolce consono: un finto tiramisù alle fragole.

Già, finto perchè prevede uova cotte e non prevede invece mascarpone :-) Non che sia però leggero eh!

Tagliate a tocchetti 500 gr di fragole e zuccheratele (circa 3 cucchiai di zucchero, a gusto), poi mettetele a riposare in frigo. Mentre loro riposano prendete 4 tuorli e montateli a spuma con 100 gr di zucchero; incorporate quindi 30 gr di amido o di fecola, mescolate ancora e aggiungete 10 cucchiai di latte. Mettete questo composto in un pentolino e cuocetelo a fuoco dolce mescolando continuamente con un cucchiaio di legno finchè la crema non si addensa un pò. A questo punto lasciate freddare e montate a neve ferma 250 gr di panna. Quando la crema sarà ben fredda incorporate la panna delicatamente, con movimenti dal basso verso l'alto.

Prendete le fragole e filtrate il loro succo; se risultasse essere troppo poco, aggiungete dello sciroppo di fragola diluito o filtrate parte delle fragole frullate con un pò d'acqua. Considerate che dovrete inzupparci circa 200 gr di savoiardi. 

Coprite il fondo di una pirofila con un pò di crema poi fate un primo strato di savoiardi inzuppati; coprite con le fragole a tocchetti e poi di nuovo con crema e proseguite a strati fino al termine degli ingredienti. Mettete in frigo per almeno 24 ore, poi tagliate a fette e...godete! :-)

lunedì 21 marzo 2011

squisitezze varie degli ultimi giorni :-)

In quest'ultima settimana ho prodotto parecchio: babygnoma era a casa con la bronchite, c'è stato un giorno di festa e per giunta la mia dolce metà ha avuto anche un giorno di ferie, quindi l'occasione....ha reso la donna cuoca :-D

La prima ispirazione mi è venuta proprio dai festeggiamenti per i 150 anni del nostro Bel Paese: costretta alla reclusione dalla malatina, avevo il frigo abbastanza vuoto e quindi mi sono inventata lì per lì una pasta al forno assai povera ma carina da vedere. Fusilli rossi con sugo, bianchi con ricotta e verdi con pesto, ovviamente disposti a bandiera, ricoperti con tocchetti di Montasio e abbondantissimo pecorino grattugiato.

Eccoli prima e dopo il forno:


Al pomeriggio poi, complice il pessimo tempo, avevo proprio voglia di preparare anche un dolce a tema e così ho preparato il mitico pan di spagna alternativo che vi straconsiglio (queste le dosi x la teglia da 22 di diametro): battete a schiuma 3 tuorli con 3 cucchiai di acqua bollente, quindi aggiungete 80 gr di zucchero, un pizzico di sale, una bustina di vanillina e qualche goccia di aroma al limone; quando avete ottenuto una spuma soffice mettete da parte e montate a neve ferma gli albumi con 40 gr di zucchero. Incorporate delicatamente gli albumi al composto di tuorli con movimento dall'alto verso il basso. Setacciate ora 75 gr di farina con 50 gr di Maizena e 1/2 bustina di lievito e aggiungeteli al composto con lo stesso movimento di prima. Aggiungete infine 50 gr di burro liquefatto tiepido, sempre col movimento alto-basso. A questo punto infornate a 170° per 20 minuti circa. Questo "pan di spagna" vi stupirà per quanto verrà soffice e profumato: è talmente morbido e alveolato che si può perfino dimenticare di bagnarlo!

Per la mia torta tricolore però l'ho bagnato, semplicemente con latte; poi l'ho farcito con un'ottima crema al latte davvero semplice da realizzare: mettete in un pentolino 2 cucchiai rasi di farina e 2 di zucchero con una fialetta di aroma alla vaniglia e versatevi sopra 200 ml di latte bollente; lasciate rapprendere e mettete da parte. Montate 200 ml di panna con un pò di zucchero a velo (a gusto) e quando il composto di latte sarà completamente freddo incorporatelo: ecco fatto! 

Infine la parte per me più complicata: la copertura con pasta di zucchero! Per fortuna l'avevo preparata tempo fa e ne avevo ancora un bel panetto in dispensa, così è bastato passarlo 5 secondi al microonde, dividerlo e colorarlo; prossimamente però la rifarò e vi spiegherò come l'ho fatta, perchè è una lunga (e noiosa) procedura. Come si può vedere dal risultato, alquanto approssimativo, non sono esperta in cake design...ma siccome mi diverte non escludo di perfezionare la tecnica :-)
Alla fine comunque quel che contava era il sapore e devo dire che era delizioso.



Bene...siccome oggi sono in vena di chiacchiere, vi racconto anche della seconda ispirazione, ovvero quella giunta dall'avere amici a cena ieri sera :-)

Siccome il mio romano compagno aveva deciso di deliziarci con i suoi (speciali, garantisco!) bucatini all'amatriciana, conoscendone la sostanza ho pensato fosse meglio fare solo qualche antipasto e un dolce...e ho fatto bene, visto che nemmeno siamo riusciti a finire quelli!

Come antipasto ho preparato due cose semplici ma d'effetto che vi invito a provare: delle girelle di pancarrè farcito e una terrina di pan brioche e verdure.

Per le girelle basta prendere del pancarrè al latte per tramezzini, quello senza crosta, spianare le fette con il mattarello e spalmarle con Philadelphia e maionese; su quelle con il formaggio potete mettere prosciutto cotto, olive verdi a pezzi, salmone affumicato o quant'altro vi dice la fantasia, mentre su quelle con la maionese di nuovo prosciutto, tonno, capperi o altro a vostro gusto. Arrotolate poi le fette, avvolgetele nella pellicola e fatele riposare in frigo per una notte. Il giorno seguente basta tagliarle a fette, disporle su un piatto e mangiarle, approvate con gusto anche dalle gnome :-)


La terrina è leggermente più complessa, ma fattibilissima: prendete una confezione di pan brioche e tagliate la crosta alle fette; fate sciogliere 50 gr di burro, quindi spennellatevi le fette di pane e passatele per qualche minuto in forno a 150°. Nel frattempo spadellate con un pò d'olio delle verdure a tocchetti: peperoni, zucchine, carote, cipolle...in tutto circa 400 gr di verdure a vostro gusto (io ad es ho usato peperoni, zucchine, patate e melanzane). Spegnete quando siano ancora un pò croccantine. Preparate un composto con facendo bollire insieme 200 ml di panna e 100 ml di latte che poi verserete su 2 uova sbattute con 50 gr di grana grattugiato e un pizzico di sale e pepe. Imburrate uno stampo da plumcake e adagiate sul fondo uno strato di fette di pane, inzuppatele bene con il composto e fate uno strato di verdure, quindi una ricca spolverata di pecorino grattugiato. Proseguite a strati fino a riempire lo stampo, poi infornate a 160° per 30 minuti. Fate raffreddare (anche in frigo) e tagliate a cubi monoporzione. Squisita!



Detto questo...avete ancora voglia di sentire la ricetta del dolce???? Mi sa di no...quindi me la tengo per domani :-)

mercoledì 16 marzo 2011

Sua Bontà il carciofo

Esulando dai cibi gnomograditi, vengo a lodare il carciofo, ortaggio verso il quale nutro particolare stima :-)

Tranne nella sua versione "carciofino", ovvero conservato sott'olio, che proprio non mi piace, devo dire che lo apprezzo un pò in tutti i modi: fritto, pastellato, spadellato, come ripieno di torte o...ripieno lui stesso!

Come in questa ricetta gustosissima che ho sperimentato l'altra sera e che ha fatto leccare i baffi perfino al consorte che solitamente non è un estimatore.
Davvero semplice da realizzare, nonchè economica (a meno che non troviate i carciofi a 5€ l'uno, si intende!): prendete circa 6 carciofi e puliteli bene privandoli delle foglie più dure, delle spine naturalmente, e anche dei gambi (se vi piange il cuore potete conservarli x altri scopi); allargate bene tutte le foglie e metteteli a riposare in acqua e limone. Mentre loro schiacciano un pisolo, voi preparate una farcia con abbondante pecorino grattugiato, 1/2 spicchio d'aglio tritato, un uovo, prezzemolo, timo e una patata lessa schiacciata. A questo punto riempite bene i carciofi con il composto premendolo bene in modo che penetri tra le foglie e adagiateli in un tegame dai bordi abbastanza alti; copriteli per 2/3 con una girata d'olio, vino bianco e brodo vegetale, mettete il coperchio e fate cuocere finchè non sono teneri sotto la forchetta. Pappate subito!


Un'altra ricetta ghiotta da fare con i carciofi, che però non faccio da un pò e quindi non posso portare documentazione fotografica, è questa crostata di carciofi e formaggio: pulite 8 carciofi e metteteli al solito in acqua e limone; nel frattempo grattugiate 60 gr di parmigiano e tagliate a tocchetti 60 gr di formaggio olandese, 60 gr di toma morbida e 60 gr di stracchino. Tagliate ora a fettine i carciofi e fateli rosolare per un quarto d'ora con un bel tocco di burro. Stendete una sfoglia/brisee pronta in una teglia e versatevi sopra i carciofi, cospargeteli con il parmigiano e gli altri formaggi, coprite il tutto con 150 ml di panna leggermente salata e infornate a 180° per circa 40 minuti. Mangiatela calda (vorrei vedere che riusciste anche a farla freddare... :-D )

giovedì 10 marzo 2011

mimose e maiali

Non perchè ritenga particolarmente opportuno festeggiare la donna, anche se a dire il vero di questi tempi abbiamo bisogno di parecchie infusioni di ottimismo e fiducia, ma siccome mi serviva un pretesto per preparare una torta senza sentirmi troppo in colpa mi è parsa l'occasione giusta :-)

Ho fatto un esperimento, perchè solitamente il pan di spagna lo faccio con 6 uova...ma stavolta in frigo ne avevo solo 4, pertanto mi sono arrangiata...e il risultato non è stato affatto male, anzi!

Quindi: 4 uova e pari peso (circa 120 grammi, uso quelle medie) di zucchero e farina. Prima ho sbattuto mooolto a lungo le uova con lo zucchero (non avevo voglia di sporcare il Bimby, pertanto mi sono data da fare col minipimer e l'accessorio frusta...credo di aver guadagnato un gomito del tennista!), fino ad ottenere un composto spumoso (almeno 20 minuti, tutti), dopodichè ho aggiunto gradualmente la farina setacciata con una bustina di vanillina e ho mescolato bene. Ho poi versato in una teglia da 22 di diametro, visto che con 6 uova di solito uso la 26, e ho fatto cuocere a 160° per circa 30 minuti (prova stecchino asciutto).

Mentre il pds raffreddava sulla graticola sono andata a prelevare le gnome a scuola...e mi son resa conto che se avevo solo 4 uova x il pan di spagna...come avrei fatto la crema pasticcera per farcirlo???? Vabbè, sono un caso patologico...ma intanto mi è toccato un minigiro di supermercato con le gnome appresso che non mi sarebbe dispiaciuto evitare!

Mentre la crema cuoceva (4 tuorli + 1 bustina di vanillina + 4 cucchiai di farina + 8 cucchiai di zucchero + 500 gr di latte ben mescolati a fuoco lento) ho tagliato il pds in tre e ho tagliato a quadrettini la parte centrale privata della crosta. Ho poi bagnato abbondantemente il pds con succo di pera leggermente diluito e spalmato ben bene di crema sia in mezzo che sopra, per poi terminare ricoprendo il tutto con i quadratini.

E la mia dieta? Beh, ho cercato di limitare i danni e ho evitato di aggiungere la panna montata alla farcitura, che pur ci sarebbe stata bene...e ne ho mangiata una fetta minuscola giusto per sentire se era venuta bene. Ed è venuta benissimo, mannaggia a lei: me la sarei mangiata tutta!!!! :-)



Detto questo, passo a suggerirvi un modo sfizioso per preparare le fettine di lonza di maiale: non le faccio spesso, ma le volte che le avevo fatte in passato le ho sempre preparate al latte o impanate; questa volta invece ho provato a farle "tipo pizza" e son venute davvero ottime, graditissime anche dalle gnome.

Ho battuto le fettine e le ho fatte rosolare ben bene con un pò di burro, le ho sfumate con un pò di vino bianco, dopodichè le ho messe da parte coperte in modo da mantenerle calde. Ho quindi affettato qualche pomodorino privandolo di liquido e semi, e una bella mozzarella, messa poi ad asciugare un pò su carta da cucina; nella stessa padella ho fatto scaldare qualche minuto le fette di pomodoro, poi le ho tolte e ho rimesso la carne, adagiandovi sopra le fette di pomodoro e quelle di mozzarella, ho salato e messo un pò di origano; infine ho coperto e fatto scaldare ancora a fuoco medio fintanto che la mozzarella non si è sciolta. Sono venute teneressime, saporite e...davvero a prova di gnomi!

sabato 5 marzo 2011

di pane e quisquilie

Era un pò che cercavo una ricetta davvero veloce per preparare un pane che non fosse gommoso, eccessivamente mollicoso, in sostanza...un mattonazzo!
Mi è venuto in soccorso il mitico Vittorio di Vivalafocaccia.com con questa sua ricetta: http://vivalafocaccia.com/2011/01/11/pane-casereccio-veloce-semplice-casa/.

Quest'uomo è davvero una garanzia: ho seguito passo passo le sue istruzioni e il risultato è stato assolutamente identico! Un pane profumatissimo e croccante, proprio come piace a noi. E anche divertente da fare per le gnome, che si sono improvvisate panettiere imbiancandosi tutte manco avessero giocato sotto la neve :-)

Dovete sapere che sto cercando di godermi appieno gli ultimi mesi del mio nuovissimo forno: abbiamo appena traslocato nell'attuale dimora, dopo ardua ristrutturazione e notti intere passate a fantasticare sulla mia enorme e amatissima cucina, che a breve ci toccherà traslocare di nuovo! E stavolta non cambieremo solo casa, ma anche città: passeremo dalla prima Capitale all'attuale :-)

La cosa triste è che appunto tutta l'agognata cucina rimarrà attaccata alla casa, con tanto di elettrodomestici: era già stata dura trovare 30 mq di cucina qui, laggiù dati i prezzi sarà già una fortuna trovare qualcosa in più di 30 mq di casa complessiva! Ad ogni modo cerco di pensare a questa nuova avventura come a un'esperienza stimolante, cosa che di fatto sarà senz'altro...ed è bello sapere che ci attendono tante nuove opportunità che qui non potevamo cogliere, tipo anche solo poter uscire qualche volta in più perché finalmente avremo dei nonni a disposizione...

Ecco, l'ho detto: andiamo a stare vicino alla suocera! Ricordate la storia dei davanzali? Sì, proprio lei! Ma in tutto questo la nota positiva è che non saremo più costretti a temporanee convivenze, che sono la cosa più difficile. Vicini, sì, ma in case separate...Dite che mi sto illudendo? Come diceva il buon Battisti, lo scopriremo solo vivendo...ma di una cosa sono certa: che almeno non metterà più mano nella mia cucina sovvertendone l'ordine sovrano!

Sono mancata qualche giorno perchè mi son dovuta assentare con babygnoma, pertanto lei è salita a tenere maxignoma. Torno e trovo come al solito tutto fuori posto, cosa che non penso sarebbe così difficile evitare facendo una minima attenzione a mantenere i posti originari...ma vabbè, il figlio mi conferma che è sempre stata una sua prerogativa, alla fine anche loro si sono arresi. 

Ho trovato fantastico il fatto che a un certo punto non riuscivo a trovare il mio poggiamestoli: considerando che lo tengo sempre sul piano accanto ai fornelli, dove lo spazio certo non lesina, mi son domandata dove mai potesse averlo messo e perchè. 

In foto trovate la risposta. Naturalmente al dove...non certo al perchè!!! :-)

domenica 27 febbraio 2011

Golosoni, a me!

Ieri sera avevamo amici a cena, così ho provato a fare un esperimento: creare un ibrido tra una cheesecake e una mousse al cioccolato. Il risultato devo dire che è stato delizioso e alquanto...cioccolatoso! A prova di Golosastro della Girella, ricordate?

Per fare la base ho utilizzato circa 300 gr di biscotti Batticuori del Mulino, ma va benissimo qualsiasi altro biscotto al cioccolato: li ho tritati finemente, li ho amalgamati con 50 grammi di burro fuso e con il composto ottenuto ho foderato il fondo di una tortiera diametro 20 con fondo apribile molto bene imburrata (non infarinata). L'ho poi messa in frigo a riposare per circa 10 minuti.

Nel frattempo ho preparato la mousse con il Bimby: ho messo nel boccale 200 gr di cioccolato fondente e l'ho tritato 20 secondi a vel 7, in modo da far rimanere qualche scaglietta; ho aggiunto 50 gr di latte e ho fatto cuocere 2 minuti a 70° a vel 3. Con le lame a velocità 4, ho poi  inserito dal coperchio 125 gr di burro morbido e 4 tuorli, facendo andare per 20 secondi. Ho lasciato raffreddare il tutto in una ciotola, intanto ho montato gli albumi a neve e li ho poi uniti delicatamente al composto una volta freddo. Ho poi versato il tutto sopra il composto di biscotti, livellato la superficie e decorata facendo dei cerchi con i rebbi di una forchetta, infine ho messo tutto in frigo per circa 4 ore.

Quando ho aperto la tortiera la mousse era ben compatta, pertanto l'aspetto era quello di una cheesecake, anche se la consistenza era proprio spumosa (non ho aggiunto colla di pesce) ma con qualche scaglietta di cioccolato che ancora si sentiva sotto i denti...mmmmmm!!!

E' stata universalmente apprezzata, anche dalle diffidenti gnome di casa.

Chi non ha il Bimby penso possa tranquillamente seguire qualsiasi ricetta di mousse al cioccolato.


sabato 26 febbraio 2011

la Merendina con la M maiuscola!

Finalmente ce l'ho fatta: grazie alla mia amica - nonchè cuoca sopraffina - Simona ho finalmente trovato la ricetta giusta per preparare dei muffin (o plum cake) veramente graditi alle mie gnome!!!

E per graditi intendo dire che ne hanno divorati ben 2 a testa, e voi ormai sapete quanto io finora abbia penato per farne mangiare anche uno solo, nonostante l'indiscussa bontà del dolce.

Vengo subito al sodo: 125 gr di farina (o farina mista a fecola, come nel mio caso), 100 gr di zucchero, 1 cucchiaino di lievito per dolci, 1 uovo, 50 gr di olio di semi, 1 vasetto di yogurt (la ricetta prevedeva quello bianco intero, ma io ne avevo solo uno alla banana: posso garantire che qualsiasi yogurt può andar bene!).
Con queste dosi ho riempito il mio stampo da 9 in silicone.

Per prepararli ho usato il solito procedimento, ovvero mescolare gli ingredienti solidi da una parte, quelli liquidi da un'altra e infine unire i due composti. il tutto ha richiesto più o meno 5 minuti, rigorosamente a mano: è davvero una ricetta rapidissima! Anche perchè poi li ho infornati a 180° per 15 minuti, quindi l'intera preparazione è davvero pratica anche da fare all'ultimo minuto.

Sono venuti morbidissimi e fragranti, con la stessa identica consistenza dei plumcake confezionati, con la differenza che il sapore è di un altro pianeta e naturalmente sono sani e leggeri. Di quelli preparati ieri non è rimasta manco l'ombra, ma oggi ho intenzione di ripeterli aggiungendo gocce di cioccolato o pezzettini di frutta sciroppata.

Siccome sono alquanto goduta di questa ricetta (si capiva?), mi dispiace che non ne possa godere altrettanto il mio amico Filippo, data l'impossibilità per la sua gnoma di mangiare uova. Ho però scoperto che un uovo si può sostituire con mezza banana schiacciata oppure con un cucchiaino di fecola o di amido di mais miscelata con un cucchiaio di acqua. Non ho mai sperimentato, ma leggendo qua e là sul web pare sia cosa collaudata...lo spero!




venerdì 25 febbraio 2011

bistecche di pollo

Cucinate mai le sovracosce di pollo?

Devo dire che prima di conoscere mia suocera non avevo manco idea che esistessero, ma da che me le ha fatte assaggiare ho scoperto un pollo "diverso",  ben più saporito del petto cui ero abituata.

In realtà le chiamo bistecche perchè normalmente vengono vendute intere e con l'osso (per lo meno se le si compra al super), mentre nella macelleria dove abitualmente mi servo me le fanno pulite, quindi private dell'osso e delle cartilagini e distese come fossero delle lunghe fette di carne (vengono ben lunghe, tanto che per cucinarle le divido).

Solitamente le faccio semplicemente andare in padella con aglio e olio, ma ieri sera ho tentato una variazione che ha riscosso successo anche con le gnome (ergo, prendete nota!): le ho fatte come sempre rosolare bene con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio, rigirandole solo quando veramente abbrustolite; a quel punto le ho bagnate con mezzo bicchiere di vino bianco e l'ho fatto sfumare, poi ancora con un bel giro di aceto balsamico e infine con mezzo bicchiere d'acqua; ho aggiunto un'abbondante cucchiaiata di concentrato di pomodoro, un pò di sale e ho coperto e lasciato cuocere a fuoco lento per una ventina di minuti, fin quando il sughetto era sufficientemente rappreso.

Che dire: squisite! Veramente saporite, ma senza un retrogusto di aceto che avrebbe disturbato i due palati delicati. Le ho servite - a loro ovviamente visto che la mia dieta prosegue e questo pollo è indicatissimo perchè di grassi ne ho usati davvero pochi - accompagnate da patate al forno e devo dire che l'uomo di casa ha spazzolato volentieri. 

Come "primo" avevo fatto un'altra scoperta dietetica: la vellutata di zucca e porri senza patate! Ero convinta che le patate fossero indispensabili per equilibrare i liquidi di queste due verdure, invece è venuta benissimo anche senza e davvero da leccarsi i baffi, tra l'altro come grassi ho messo unicamente un filo d'olio crudo sul piatto finito, quindi più light si muore! E babygnoma, udite udite, ne ha puliti ben 2 piatti!

A proposito di Babygnoma,  beccatevi questo scatto di ieri: ha preso i miei occhiali dal cruscotto e si atteggiava, allora l'ho fatta vedere allo specchio e il suo commento è stato "sembro proprio una rockstar" :-)


martedì 22 febbraio 2011

il blog langue...

Almeno quanto il mio stomaco!!!

Ragazzi, ero partita con le migliori intenzioni e poi...niente, con il fatto che sono a dieta non riesco più a trovare lo stimolo per preparare qualcosa di sfizioso per i familiari.
Che poi...dovrei dire per il marito, perchè come sapete le gnome sono ben felici di mangiare poche cose e semplici, mentre il poveretto anela a qualcosa di più sostanzioso!

Ma è una sofferenza...Ho sviluppato un fiuto da cane da tartufo in grado di riconoscere entro qualche km se c'è una panetteria o una pasticceria nelle vicinanze, capto qualsiasi profumino invitante nel giro di un isolato; vado al super a fare la spesa e come per magia trovo offerte solo per quelle cose di cui in tempi di minor restrizione non potevo fare a meno e devo prendermi ad auto-randellate per evitare l'acquisto.

Domenica poi è stata una tragedia: babygnoma tra le grinfie del virus Vomitillo doveva stare reclusa, fuori pioveva e c'era pure la domenica a piedi...ogni cellula del mio dimagrente corpo anelava a cucinare qualcosa, dai biscotti alle torte! Tenerlo a freno è stata impresa ardua, è stata una giornata lunghissima!

Ma effettivamente aver superato questa crisi di astinenza mi ha reso più forte e più motivata e devo ammettere che sto raccogliendo i primi frutti di questo sacrificio, il che mi stimola a proseguire. 

Volevo solo rassicurare il mio zoccolo duro di fans (ahaha) che Cotto e avanzato non è morto sul nascere: risorgerà in tempi migliori, quando la titolare sarà finalmente una silfide! Nel frattempo mi sto specializzando su ricette dietetiche...che non penso siano interessanti al fine di nutrire figli inappetenti, ma possono sempre tornare utili.

Devo però lavorarci ancora un pò su, perchè fatico a trovare il binomio leggerezza+sapore...ieri sera ho fatto un terribile esperimento con la zucca alla piastra (a meno che proprio non siate divoratori compulsivi di zucca, cucinatela in altro modo!), mentre non posso lamentarmi tutto sommato dei carciofi in padella, riusciti comunque bene anche se con minima quantità di olio. Semi-bocciato lo spezzatino di pollo non infarinato: la salsina non si rapprende e quindi il sapore e la consistenza ne risentono parecchio...ma avrò ancora almeno un mesetto (sob) per tastare nuove ricette. 

Spero mi aspetterete...se nel mentre riesco a tirar fuori qualcosa di interessante per tutti giuro che faccio capolino!

giovedì 17 febbraio 2011

cucina influenzata (e vellutata!)

Da quella cubana? africana? no ragazzi, non parlo di influenze culinarie, ma dei simpatici microbi che ultimamente circolano in ogni dove.

E quando già le figlie non mangiano per inappetenza, cosa può esserci di peggio di una bella settimana tra febbre e raffreddori? Per sollevare un pò di appetito ci vorrebbe un argano, altrochè!

Per fortuna almeno il brodo di pollo è gradito, un evergreen degli stati influenzali! Dirò di più: paradossalmente sembra che quando sono malaticce mangino più volentieri, proprio perchè elimini del tutto la fantasia e proponi loro quei cibi sciapetti che tanto gradiscono: fettine alla griglia, riso bollito, pollo lesso...naturalmente poco alla volta, sai mai che possano far male se presi in dosi massicce!

Non che mi lamenti particolarmente, almeno di questi tempi, visto che sono a dieta e quindi patisco meno...ma vedo maxignoma così magrolina che vorrei riuscire a trovare la chiave giusta per far scoprire al suo palato il nutrimento con gusto.

Intanto però è l'occasione buona per far ingurgitare un pò più di verdure: naso non annusa, cuore non duole! Pertanto affondo il colpo e vado massicciamente di vegetali. La forma ideale è la vellutata, che si fa in poco tempo ed è frullatissima, in modo che non si vede nemmeno un pezzo. Inoltre è una cosa che Maxi normalmente schifa, ma col naso tappato butta anche giù, mentre Baby e genitori mangiano sempre volentieri.

Quella che faccio più spesso è di porri e patate, ma ci si può davvero sbizzarrire con la fantasia: di zucca, di piselli, di minestrone (nel senso che compro il minestrone surgelato, lo faccio soffriggere con un pò di cipolla, aggiungo un pò di concentrato di pomodoro o qualche cucchiaiata di pesto e a termine cottura lo frullo), di cavolfiore, di zucchine...Il procedimento può essere il medesimo per tutte: si fa soffriggere una bella cipolla, quando è ben dorata si aggiungono le verdure scelte tagliate a tocchetti e si fanno rosolare per qualche minuto; a questo punto si copre con il brodo e si lascia cuocere per 20/25 minuti. Al termine si aggiusta di sale e pepe, si frulla tutto, si aggiunge un filo d'olio a crudo e, a piacere, crostini di pane. 

Nella variante coi porri al posto del pane stanno anche bene degli anelli di porro leggermente infarinati e fritti, così come in quella di piselli sta bene un pò di panna e, in generale, in quelle con verdure particolarmente acquose è meglio aggiungere una pari quantità di patate. Con il Bimby meglio ancora, perchè vengono davvero vellutate e si fanno direttamente all'interno: 20 min 100° vel 3, al termine 1 minuto vel 8.

In foto: immagine di repertorio attestante il gradimento di babygnoma nei confronti della vellutata di cavolfiore



lunedì 14 febbraio 2011

per San Valentino cosa cucino?

Ah, io sono ligia al dovere e la mia dieta ferrea procede, ma si sa che non posso affamare una famiglia pur di raggiungere il mio scopo, pertanto ho da spignattare!

Salvata però in corner da un impegno lavorativo al pomeriggio, per stasera non prevedo nulla di eclatante (ieri con la mia dolce metà abbiamo citato Albanese: lui mi ha chiesto "che facciamo x San Valentino?" al che ci siam guardati e in coro abbiam risposto "'na beata minchia!" e siam scoppiati a ridere!) se non i mitici hamburger scongelati con insalata;  tuttavia, siccome il mio amore versa in un periodo difficile, per tirargli un pò su il morale ho infornato una torta divina che ahimè sta profumando tutta la casa.

Lavorate 125 grammi di burro morbido in una terrina fino a montarlo bene, quindi unitevi 3 etti di zucchero e 4 tuorli; una volta ottenuta una crema spumosa aggiungete 300 gr di farina setacciata con una bustina di lievito, 1 bicchiere di latte e 100 grammi di cioccolato fondente grattugiato.

Unite una bella dose di cannella in polvere e la scorza grattugiata di un limone (o una fialetta di aroma, come ho fatto oggi che ero priva di limoni) e per ultimi gli albumi montati a neve, facendo attenzione ad incorporarli delicatamente mescolando dall'alto verso il basso.

Trasferite il composto in una tortiera e infornate a 180° per circa un'ora; al termine lasciate raffreddare bene e poi decorate a piacere o tagliate a metà e farcite con una crema: la mia preferita è la Camy cream che ho scoperto su Cookaround: 500 gr di mascarpone montato + 170 gr di latte condensato + 250 gr di panna montata. Decisamente fuori dalla mia attuale - ristrettissima - portata, ma semplicemente divina!

E per la serie "quanto sono romantica" ho voluto utilizzare l'unica tortiera a forma di cuore che ho: quella delle bambine con sul fondo la testa di Barbie! Vabbè, l'òmo apprezzerà lo stesso :-)