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giovedì 3 novembre 2011

variante polpette #2

Ma che buoneeee!

Sarà che adoro qualsiasi forma di polpetta, ma ogni volta che ne assaggio una mi sembra più buona della precedente :-)

Questa volta mi sono inventata questa semplicissima variante che però è davvero gustosa: avevo del pane raffermo da far fuori, così l'ho tritato fine fine insieme a un pò di rosmarino. Ho unito a 500 gr di macinato magro di manzo un composto fatto con il pangrattato aromatizzato, abbondanti grana e pecorino grattugiati e una manciata di prezzemolo fresco tritato grossolanamente (la quantità del composto l'ho decisa a occhio...diciamo poco meno della carne); ho salato, pepato e aggiunto 3 uova, poi ho impastato bene il tutto con le mani fino ad ottenere una bella palla omogenea. Ho infine formato delle grosse polpettone di forma più o meno ovale e le ho fritte in abbondante olio. 

Squisite già addentate da sole, penso diano il meglio di sé in compagnia di una bella insalata e, volendo, di salsa di pomodoro o altre salse (se volete proprio rovinarvi, visto che comunque son già fritte...certo però con una bella bernese...). 

Vi dirò dopo averle pappate a cena stasera (e vediamo come andrà la "prova gnome")...oltre all'insalata pensavo di accompagnarle con melanzane a tocchetti cotte in padella con un filo d'olio, aglio e concentrato di pomodoro: un contorno di una banalità disarmante, ma che oltre ad essere gustosissimo si fa mangiare senza rimpianti per la linea (e viste le polpette fritte mi sa che è quello che ci vuole!!!)



martedì 1 novembre 2011

altro giro, altro regalo!

Il mese dei festeggiamenti casalinghi si è ormai chiuso: Maxignoma ha 8 anni, il che mi fa tragicamente pensare che l'adolescenza è ormai dietro l'angolo...con questo pensiero cerco di tener botta tutte le volte che mi fa arrabbiare, tanto so già che tra qualche anno le rimpiangerò!

Sabato sera l'abbiamo festeggiata in famiglia e devo dire che ho preparato parecchie cosine buone che ora vado a dettagliare: per cominciare, oltre a dei semplici cornetti di sfoglia farciti con il wurstel (vedi categoria "i classici"), ho ripreparato il gradito pesce finto dell'altro giorno (servito però senza travestimento, con un più sobrio giro di olive ad abbigliarlo); siccome però avevo lessato una quantità eccessiva di patate, ho inventato un uso alternativo che si è rivelato squisito: dei gateau di patate monoporzione! Ho unito alle patate lessate e schiacciate del prosciutto cotto tritato e del parmigiano, ho distribuito un pò del composto in dei pirottini di carta e ho messo su ciascuno un bel tocchetto di mozzarella, infine un'altra dose del composto a chiudere. In forno ben caldo per una ventina di minuti finchè la superficie non è dorata e il gioco è fatto: sfiziosi e gustosi!

L'ottimo primo è stato fornito dalla suocera: cannelloni fatti di crepes anzichè di pasta, farciti con cicoria ripassata, ricotta e scamorza e conditi con un semplice sugo di pomodoro. E' un piatto delizioso che le riesce particolarmente bene, gradiamo sempre!

Per secondo ho preparato un arrosto di sapore decisamente autunnale, con una salsa di prugne e castagne. Tanto per cambiare ho seguito una ricetta di guru-Parodi semplicissima, ma davvero sorprendente e di grande effetto: si prende un arrosto di vitello di circa 8 etti, meglio se legato, e lo si fa rosolare ben bene con un pò di olio. Quando è ben dorato si aggiungono uno scalogno tritato, delle castagne lesse (comprate già pronte al super), 7/8 prugne secche denocciolate e una foglia di alloro, si aggiusta di sale e pepe e si bagna il tutto con un bicchiere di vino rosso, lasciando poi cuocere a fuoco moderato per circa 1 ora. A termine cottura si affetta la carne e si aggiunge un pò di latte al sugo, facendolo rapprendere ancora qualche istante; se dovesse risultare ancora troppo liquido si può prelevare una parte e frullarla con il mixer per poi miscelarla nuovamente al resto del sugo. E' venuto davvero squisito!

Gran finale con la torta: ho provato a replicare la torta 2000 sulla quale fin da bambina ho sbavato anche solo vedendola nella vetrina della pasticceria Valsesia di Sauze d'Oulx. Il risultato è stato esteticamente migliorabile, ma il sapore divino!!! Per prima cosa bisogna sciogliere in un pentolino 180 gr di cioccolato fondente con un goccio d'acqua e 80 gr di burro; una volta raffreddato si uniscono 130 gr di zucchero e 6 tuorli e si mescolano ben bene con una frusta. Si montano a neve i 6 albumi e si incorporano - con movimento lento dal basso verso l'alto - al composto di cioccolato. Per ultima cosa si aggiungono 100 gr di farina setacciati con una bustina di lievito, anche questi gradualmente e dal basso verso l'alto. Una volta pronto si trasferisce il composto in una tortiera diam 26 e si inforna a 170° per circa mezz'ora. Nel frattempo si prepara la goduria massima, ovvero la crema per la farcitura: 200 gr di mascarpone frullati bene con 100 gr di Nutella! Una volta raffreddata la torta la si taglia a metà e la si riempie con questa crema (sempre se si è resistito a non papparsela prima!): meglio poi far riposare il tutto in frigo per almeno un'ora prima di servirla, coperta di zucchero a velo. Provatela e poi ditemi se non è una roba celestiale!!!





martedì 25 ottobre 2011

Prosciutto new look

Mi sto divertendo a scoprire le diverse abitudini culinarie e i cibi che qui sono più usuali e magari a Torino proprio non si trovano: un classico esempio, che personalmente amo molto e le gnome pure, sono i cosiddetti straccetti, ovvero carpaccio generalmente di manzo ridotto proprio a "straccetti" con le mani e poi fatto andare per pochi istanti in padella e servito, ad esempio, con rucola e scaglie di grana. Qui a Roma usano molto e infatti li trovi a prezzo equo (se non sbaglio si aggirano sui 10, massimo 13 €/kg), mentre se vuoi provare a farli a Torino ti tocca comprare il carpaccio che costa tra i 25 e 30 €/kg ed è la stessa identica carne.
Viceversa, a Torino ho notato che costano molto meno il Grana o il Parmigiano: sarà che qui si usa più il pecorino, ma quando il Grana è proprio in superofferta lo trovi a 11€/Kg contro i 9 con cui spesso l'ho preso su.

Al di là di queste disquisizioni sui prezzi, ieri sera ho preparato una carne che a Torino appunto non avevo mai visto e che qui invece si trova normalmente: le fettine di prosciutto. E non si intende prosciutto già cotto o stagionato, ma ovviamente il taglio fresco (perdonate la mia ignoranza se poi a Torino si trova tranquillamente sotto altro termine...personalmente non l'avevo comunque mai provato!).
La preparazione non è stata particolarmente fantasiosa, ma le gnome se lo sono pappate con enorme soddisfazione, ergo andrà assolutamente ripetuto!

Ecco la complicatissima ricetta: ho tolto il grasso in eccesso e ho battuto ben bene le fettine, le ho passate nella farina e le ho fatte rosolare a fuoco vivo fino a che non sono diventate belle dorate; a questo punto ho sfumato con vino bianco e appena evaporato ho aggiunto un dito d'acqua, una spolverata di dado granulare e ho coperto, lasciando cuocere a fuoco basso per qualche minuto. Una volta spento il fuoco ho coperto ogni fettina con una bella sottiletta e le ho lasciate riposare coperte ancora un pò.

Servite con delle ottime patate al forno sono state davvero gradite, consiglio spassionatamente!



lunedì 26 settembre 2011

Risvegli

Come sapete (mi ripeto!) vengo da un periodo decisamente travagliato: nel giro di un anno abbiamo comprato, ristrutturato e traslocato in Torino per poi ritraslocare pochi mesi dopo a Roma e quindi non si può dire che il 2010/11 non sia stato un anno impegnativo.
Tutto questo stare tra scatoloni e nuove ambientazioni devo ammettere che aveva finora smorzato parecchio la mia passione culinaria, il fatto del forno ha poi ulteriormente dimunuito la libido, ma...da ieri qualcosa è cambiato.

Complice la partita della Magggica, ieri sera abbiamo invitato i miei cognati a cena: alle ore 14 la mia ispirazione rasentava lo zero...avevo aperto svogliatamente il frigo e l'avevo visto triste e semivuoto, così stavo per lanciare la classica pizza da asporto. A quel punto però mi è salito doppio nervoso, perchè sto cercando di seguire la dieta in maniera ferrea e quindi l'idea della pizza mi rodeva il chicchero. Mi è scattata una molla: ho riaperto il frigo e mi sono imposta di inventare qualcosa con quello che c'era, mi sono rimboccata le maniche e ho finalmente carburato.

E come quando i bei ricordi riemergono a cascata uno dietro l'altro, ho trascorso qualche ora di nuovo a spignattare ed ecco la voglia di farlo è subito riemersa bella fresca!
Credevo di non avere niente perchè non avevo forse voglia di vedere: non che abbia fatto chissà che cenona, però ho sfornato un gateau di patate da leccarsi i baffi (a detta dei commensali eh, perchè io la mia dieta non l'ho sgarrata!), una bella padellata di straccetti con rucola e una specie di ratatouille con melanzane, zucchine, cipolle e pomodori.

Quanto è bastato per farmi tornare ispirazione e farmi sentire forse finalmente a casa e padrona dei miei mezzi :-)

Bene: ora che sapete qualcosa in più delle mie emozioni, tanto vale che sappiate qualcosa in più anche dell'ottimo gateau, che è stato preparato con la preziosa collaborazione della Maxignoma (come rompe le uova lei...) e che ha riscosso applausi sia da lei che dalla sorella.

La mia è stata una "versione mixer": che io sappia, solitamente il gateau andrebbe preparato a strati, schiacciando le patate e amalgamandole con le uova e il parmigiano e poi mettendo uno strato di composto alternato a salumi e scamorza; io sono stata più speedy: ho lessato 4 belle patate, ho tritato finissimi un etto di crudo e 50 gr circa di pecorino e li ho messi da parte, quindi ho passato nel boccale (parlo di boccale perché ho usato il Bimby, ma va bene qualsiasi mixer non a immersione) le patate, 200 gr di mozzarella, il pecorino, 2 uova, 40 gr di burro, poco sale e pepe; ho frullato il tutto a max velocità finchè è venuto fuori un composto simile a un purè e a quel punto ho aggiunto il crudo e riamalgamato.

Ho usato una teglia piuttosto grande in modo che mantenesse una giusta consistenza e ho infornato per 40 min circa, fino a doratura. L'ho servito freddo, ma penso che anche tiepido fosse buono. Mio cognato si è fatto tre porzioni abbondanti, penso si possa considerare un buon segno ;-)


martedì 13 settembre 2011

Ah ecco, è riapparsa!

tremate, tremate, la sedicente cuoca è tornata!!!
Ragazzi, dopo un'estate bollente tra bagnasciuga e suoceri (wow!) mi sono finalmente impossessata della mia "nuova" dimora nella Capitale e, piano piano, cerco di ambientarmi e diventare zen nei confronti del traffico (ogni volta che ci penso rido perchè mi viene in mente Johnny Stecchino, ricordate? la più grande piaga di Palermo ... ).
Le gnome muovono anche loro i primi passi nelle nuove scuole e a breve avrò un pò di tempo per dedicarmi più seriamente alla cucina, che devo ammettere di aver parecchio trascurato durante questo lungo lasso di tempo (complice la cuoca-suocera a mia disposizione!).
Mi sento orfana di un forno ventilato ... attualmente dispongo della vecchia cucina dei suoceri con il mitico forno a gas di quelli che si accendono con il fiammifero: non ho ancora provato a cucinare qualcosa, ma il pensiero mi frena...magari poi scopro che invece i dolci vengono sensibilmente meglio e non lo mollo più, sai mai ... anche qui, quando avrò un pò di tempo x giocarci sperimenterò!

Nell'attesa di tempi migliori, vi dò due dritte semplici (come sempre!) ma interessanti: una è forse l'uovo di Colombo, ma io l'ho scoperta piuttosto recentemente ed è una di quelle cose ormai diventate indispensabili. Trattasi del misto di "odori" in vaso da utilizzare come soffritto pronto o come insaporitore di varie pietanze. Praticamente si frullano con il minipimer (meglio del frullatore: lascia i pezzi più grossi e disperde meno liquidi) un bel pò di carote, cipolle, prezzemolo, aglio, basilico, sedano con 3 cucchiaini di sale e olio a filo quanto basta per ottenere un composto ancora consistente; lo si passa poi in un vaso e lo si copre ulteriormente di olio. E' un composto davvero utile in mille occasioni: un cucchiaio è perfetto anche solo per dar sapore a dei filetti di pesce passati velocemente in padella o a una frittata, ma soprattutto è ottimo come base per i sughi! Se ben coperto di olio (bisogna rimboccarlo dopo ogni utilizzo) si conserva in frigo per almeno un paio di settimane, se non di più.
Che dite ... ho scoperto l'acqua calda???? Ne fate già abitualmente uso?

Altra cosa invece un pò più insolita che ho sperimentato stamattina (alla babygnoma però non l'ho manco proposta ... effettivamente è un sapore un pò particolare) è questo bel piattino ultradietetico che mi sono preparata con faccia mogia (s'ha da dimagrire, ahi ahi) e che invece mi ha riportato il sorriso dopo il primo assaggio: un'insalatina tiepida di calamaretti e finocchio. Semplicissima e davvero gustosa: lessate per una decina di minuti dei calamaretti puliti in acqua bollente salata e aromatizzata con una foglia di alloro; scolateli, fateli raffreddare qualche istante e poi tagliateli ad anelli; nel frattempo affettate sottilmente un finocchio, quindi unite i calamaretti e una manciata di olive verdi anch'esse a rondelle. Condite con una miscela di olio evo, senape e sale e...poi ditemi se non è una squisitezza!

Bene, per oggi e tutto. Spero che a voi faccia piacere ritrovarmi almeno quanto fa piacere a me!
Alla prossima :-)


mercoledì 16 marzo 2011

Sua Bontà il carciofo

Esulando dai cibi gnomograditi, vengo a lodare il carciofo, ortaggio verso il quale nutro particolare stima :-)

Tranne nella sua versione "carciofino", ovvero conservato sott'olio, che proprio non mi piace, devo dire che lo apprezzo un pò in tutti i modi: fritto, pastellato, spadellato, come ripieno di torte o...ripieno lui stesso!

Come in questa ricetta gustosissima che ho sperimentato l'altra sera e che ha fatto leccare i baffi perfino al consorte che solitamente non è un estimatore.
Davvero semplice da realizzare, nonchè economica (a meno che non troviate i carciofi a 5€ l'uno, si intende!): prendete circa 6 carciofi e puliteli bene privandoli delle foglie più dure, delle spine naturalmente, e anche dei gambi (se vi piange il cuore potete conservarli x altri scopi); allargate bene tutte le foglie e metteteli a riposare in acqua e limone. Mentre loro schiacciano un pisolo, voi preparate una farcia con abbondante pecorino grattugiato, 1/2 spicchio d'aglio tritato, un uovo, prezzemolo, timo e una patata lessa schiacciata. A questo punto riempite bene i carciofi con il composto premendolo bene in modo che penetri tra le foglie e adagiateli in un tegame dai bordi abbastanza alti; copriteli per 2/3 con una girata d'olio, vino bianco e brodo vegetale, mettete il coperchio e fate cuocere finchè non sono teneri sotto la forchetta. Pappate subito!


Un'altra ricetta ghiotta da fare con i carciofi, che però non faccio da un pò e quindi non posso portare documentazione fotografica, è questa crostata di carciofi e formaggio: pulite 8 carciofi e metteteli al solito in acqua e limone; nel frattempo grattugiate 60 gr di parmigiano e tagliate a tocchetti 60 gr di formaggio olandese, 60 gr di toma morbida e 60 gr di stracchino. Tagliate ora a fettine i carciofi e fateli rosolare per un quarto d'ora con un bel tocco di burro. Stendete una sfoglia/brisee pronta in una teglia e versatevi sopra i carciofi, cospargeteli con il parmigiano e gli altri formaggi, coprite il tutto con 150 ml di panna leggermente salata e infornate a 180° per circa 40 minuti. Mangiatela calda (vorrei vedere che riusciste anche a farla freddare... :-D )

giovedì 10 marzo 2011

mimose e maiali

Non perchè ritenga particolarmente opportuno festeggiare la donna, anche se a dire il vero di questi tempi abbiamo bisogno di parecchie infusioni di ottimismo e fiducia, ma siccome mi serviva un pretesto per preparare una torta senza sentirmi troppo in colpa mi è parsa l'occasione giusta :-)

Ho fatto un esperimento, perchè solitamente il pan di spagna lo faccio con 6 uova...ma stavolta in frigo ne avevo solo 4, pertanto mi sono arrangiata...e il risultato non è stato affatto male, anzi!

Quindi: 4 uova e pari peso (circa 120 grammi, uso quelle medie) di zucchero e farina. Prima ho sbattuto mooolto a lungo le uova con lo zucchero (non avevo voglia di sporcare il Bimby, pertanto mi sono data da fare col minipimer e l'accessorio frusta...credo di aver guadagnato un gomito del tennista!), fino ad ottenere un composto spumoso (almeno 20 minuti, tutti), dopodichè ho aggiunto gradualmente la farina setacciata con una bustina di vanillina e ho mescolato bene. Ho poi versato in una teglia da 22 di diametro, visto che con 6 uova di solito uso la 26, e ho fatto cuocere a 160° per circa 30 minuti (prova stecchino asciutto).

Mentre il pds raffreddava sulla graticola sono andata a prelevare le gnome a scuola...e mi son resa conto che se avevo solo 4 uova x il pan di spagna...come avrei fatto la crema pasticcera per farcirlo???? Vabbè, sono un caso patologico...ma intanto mi è toccato un minigiro di supermercato con le gnome appresso che non mi sarebbe dispiaciuto evitare!

Mentre la crema cuoceva (4 tuorli + 1 bustina di vanillina + 4 cucchiai di farina + 8 cucchiai di zucchero + 500 gr di latte ben mescolati a fuoco lento) ho tagliato il pds in tre e ho tagliato a quadrettini la parte centrale privata della crosta. Ho poi bagnato abbondantemente il pds con succo di pera leggermente diluito e spalmato ben bene di crema sia in mezzo che sopra, per poi terminare ricoprendo il tutto con i quadratini.

E la mia dieta? Beh, ho cercato di limitare i danni e ho evitato di aggiungere la panna montata alla farcitura, che pur ci sarebbe stata bene...e ne ho mangiata una fetta minuscola giusto per sentire se era venuta bene. Ed è venuta benissimo, mannaggia a lei: me la sarei mangiata tutta!!!! :-)



Detto questo, passo a suggerirvi un modo sfizioso per preparare le fettine di lonza di maiale: non le faccio spesso, ma le volte che le avevo fatte in passato le ho sempre preparate al latte o impanate; questa volta invece ho provato a farle "tipo pizza" e son venute davvero ottime, graditissime anche dalle gnome.

Ho battuto le fettine e le ho fatte rosolare ben bene con un pò di burro, le ho sfumate con un pò di vino bianco, dopodichè le ho messe da parte coperte in modo da mantenerle calde. Ho quindi affettato qualche pomodorino privandolo di liquido e semi, e una bella mozzarella, messa poi ad asciugare un pò su carta da cucina; nella stessa padella ho fatto scaldare qualche minuto le fette di pomodoro, poi le ho tolte e ho rimesso la carne, adagiandovi sopra le fette di pomodoro e quelle di mozzarella, ho salato e messo un pò di origano; infine ho coperto e fatto scaldare ancora a fuoco medio fintanto che la mozzarella non si è sciolta. Sono venute teneressime, saporite e...davvero a prova di gnomi!

venerdì 25 febbraio 2011

bistecche di pollo

Cucinate mai le sovracosce di pollo?

Devo dire che prima di conoscere mia suocera non avevo manco idea che esistessero, ma da che me le ha fatte assaggiare ho scoperto un pollo "diverso",  ben più saporito del petto cui ero abituata.

In realtà le chiamo bistecche perchè normalmente vengono vendute intere e con l'osso (per lo meno se le si compra al super), mentre nella macelleria dove abitualmente mi servo me le fanno pulite, quindi private dell'osso e delle cartilagini e distese come fossero delle lunghe fette di carne (vengono ben lunghe, tanto che per cucinarle le divido).

Solitamente le faccio semplicemente andare in padella con aglio e olio, ma ieri sera ho tentato una variazione che ha riscosso successo anche con le gnome (ergo, prendete nota!): le ho fatte come sempre rosolare bene con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio, rigirandole solo quando veramente abbrustolite; a quel punto le ho bagnate con mezzo bicchiere di vino bianco e l'ho fatto sfumare, poi ancora con un bel giro di aceto balsamico e infine con mezzo bicchiere d'acqua; ho aggiunto un'abbondante cucchiaiata di concentrato di pomodoro, un pò di sale e ho coperto e lasciato cuocere a fuoco lento per una ventina di minuti, fin quando il sughetto era sufficientemente rappreso.

Che dire: squisite! Veramente saporite, ma senza un retrogusto di aceto che avrebbe disturbato i due palati delicati. Le ho servite - a loro ovviamente visto che la mia dieta prosegue e questo pollo è indicatissimo perchè di grassi ne ho usati davvero pochi - accompagnate da patate al forno e devo dire che l'uomo di casa ha spazzolato volentieri. 

Come "primo" avevo fatto un'altra scoperta dietetica: la vellutata di zucca e porri senza patate! Ero convinta che le patate fossero indispensabili per equilibrare i liquidi di queste due verdure, invece è venuta benissimo anche senza e davvero da leccarsi i baffi, tra l'altro come grassi ho messo unicamente un filo d'olio crudo sul piatto finito, quindi più light si muore! E babygnoma, udite udite, ne ha puliti ben 2 piatti!

A proposito di Babygnoma,  beccatevi questo scatto di ieri: ha preso i miei occhiali dal cruscotto e si atteggiava, allora l'ho fatta vedere allo specchio e il suo commento è stato "sembro proprio una rockstar" :-)


sabato 12 febbraio 2011

bocconcini

Io sono amante della carne in genere, molto più che del pesce (ahimè, viste le sue virtù), ma in particolare mi piace in quelle preparazioni che la prevedono a tocchetti, tipo la bourguignonne o lo spezzatino, oppure tritata.

Questo vale per ogni tipo di carne, anche quella bianca, che infatti preparo spesso in questo modo poichè è gradita anche dalle gnome.
Immagino che queste "ricette", se così vogliamo chiamarle (Benedetta avrà un sussulto), siano da voi arcinote e so senza che me lo diciate voi che sono tremendamente banali, ma siccome di più banale c'è sicuramente la fettina, io azzardo la pubblicazione :-)

Ieri sera doppia spadellata: da un lato i bocconcini di pollo impanati e fritti, naturalmente destinati al mio pubblico normopeso, dall'altra i bocconcini al limone, che pur essendo destinati alla tapina sovrappeso sono comunque gustosi e meno deprimenti del petto alla piastra, al punto che volendo avrei potuto spadellare una volta sola...ma di tanto in tanto un buon fritto ci sta e ieri volevo "festeggiare" la guarigione di maxignoma (in realtà una liberazione per me...avrei dovuto festeggiare io!!!).

Per fare i bocconcini chiaramente serve il petto intero e non a fettine, tagliati a dadini piuttosto piccoli; per farli fritti li passo prima nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato per poi gettarli nell'olio bollente e rigirarli quando sono ben dorati. Ottimi se accompagnati da una bella insalatina condita con olio e senape. 


La versione light prevede gli stessi bocconcini rosolati bene in padella con un filo d'olio finchè non diventano leggermente abbrustoliti, dopodichè si sfumano con mezzo bicchiere di vino bianco e quando è consumato si coprono con acqua e si aggiunge un misurino di granulare di pollo; si fanno cuocere rigirandoli di tanto in tanto finchè non si è assorbito quasi tutto il brodo, poi si aggiunge un pò di prezzemolo tritato e abbondante succo di limone. Decisamente poche calorie, grassi praticamente inesistenti, ma sapore assicurato e carne tenera.


Devo dire comunque che sto già raccogliendo i primi frutti: stamattina eravamo in giro e non riuscendo a rientrare per pranzo abbiam deciso di eccitare le gnome e proporre loro il Mac; tra un urlo e un'aggrappata alla tarzan ho riflettuto che la mia dieta poteva andare a farsi benedire e invece, a sorpresa, ho scoperto che è il posto ideale per mantenere i buoni propositi: mentre il buon paparino si godeva ben 2 panozzi con patate, la sottoscritta (un pò rosicando, ma non volevo dare soddisfazione!) andava di Ceasar salad con pollo alla piastra e devo dire che non è stata affatto un'esperienza negativa, anzi! E poi, vuoi mettere la soddisfazione di sentire le gnome dire "sìììì, amo la mamma a dieta, così non la vedremo più con sto sederone"???



sabato 8 gennaio 2011

hanno ingoiato il rospo!

Vabbè, ad essere sinceri era una coda di rospo ;-)

Il mio entusiasmo è alle stelle per due motivi: l'hanno apprezzato le figlie, cosa già strana perchè solitamente schifano il pesce (ma dai?) e, cosa forse ancora più strana, l'ho apprezzato io che amo il pesce forse ancor meno delle mie figlie!

Infatti ieri sera dopo l'evento sono corsa a telefonare a mia suocera (ebbene sì!) per comunicare la lieta novella: dovete infatti sapere che in famiglia vengo sempre presa in giro perchè sono tutti grandi amanti del pesce e ritengono assolutamente impossibile che non possa piacere altrettanto a qualcuno. Ok, passino le bimbe perchè sono piccole e scusabili, ma io adulta e consenziente non posso non amare il pesce! A dire il vero io amo molto molluschi e crostacei e non disdegno il pesce spada che è in tranci e privo di lische, così sono detta "quella che non ama il pesce a forma di pesce". Cosa che in effetti è perfino vera!

Ok, ma passiamo oltre le mie vicissitudini familiari! Ho cominciato il discorso per dire che mi sono imbattuta in questo pesce mai provato prima e l'ho trovato squisito, perchè ha la polpa bella soda e un'unico "osso" centrale, senza lische da ritrovarsi piacevolmente in gola. L'ho cucinato in un modo estremamente semplice, ma è risultato davvero saporito ed è piaciuto a tutti.

Ho messo i filetti di coda di rospo sulla leccarda del forno foderata di cartaforno, li ho bagnati con vino bianco e poi li ho coperti con aglio a pezzettini, pangrattato, prezzemolo e olio extravergine. Ho aggiunto delle patate fatte a fette sottili, salato, e messo in forno a 180° per mezz'ora.

Il risultato è stato davvero da leccarsi i baffi!


Oggi pomeriggio invece, complice il tempo freddo e incerto, penso che resterò in casa a preparare un pò di merendine x la ripresa scolastica delle gnome. Non so ancora in cosa mi cimenterò, ma mentre ci penso pubblico la ricetta dei muffin con cioccolato e caffè che mi ha chiesto Miuko:

Per una dozzina di muffin ci vogliono

1 uovo intero



50 g olio di semi
1 pizzico di sale
1 cucchiaino raso di bicarbonato
1 cucchiaino di lievito
1 bustina di vanillina
100 ml di caffè freddo (io ho usato quello solubile)
175g di zucchero
50g cacao amaro
125g farina
110 g di latte


Miscelate uovo, olio, sale, vanillina, bicarbonato, lievito e caffè; aggiungete zucchero e cacao e mescolate bene; infine aggiungete, alternandoli, farina e latte, sempre mescolando bene. Versate negli stampi/pirottini e cuocete a 180° x 20 minuti circa.
Vengono morbidissimi! Se volete potete aggiungere delle gocce di cioccolato prima in infornare.



giovedì 6 gennaio 2011

Si fa presto a dire polpette

Ecco, una delle cose che davvero piace alle mie figlie (e a me e al papi, tanto assai!) sono le polpette.
Voi direte: che, questa apre un blog e si mette a spiegarci come si fanno le polpette???

Ebbene sì, perchè modestamente io sono cintura nera di polpette! e spesso le cose che si ritengono più banali in realtà non è poi così scontato che siano facili da realizzare come si deve. Date retta a me, che ho una laurea in polpettologia ;-)

Le mie polpette sono in realtà quelle della mia amata mamma, squisite già solo per il dolce ricordo che si portano appresso. Solitamente quando le preparo abbondo parecchio nell'impasto, in modo da ricavare anche degli hamburger da conservare in freezer. E quanto si divertono le gnome a pressare la carne, non potete capire!

Per 8 hg circa di macinato misto di manzo e suino utilizzo 3 uova e almeno 1 hg di parmigiano e pecorino grattugiati; aggiungo prezzemolo e una bella grattugiata di noce moscata, salo, mescolo un pò e poi aggiungo del pancarrè senza crosta imbevuto di latte e poi ben strizzato (1 fetta ogni 2 etti di carne). Io mi fermo qui, ma volendo si possono aggiungere prosciutto o mortadella tritati o anche della cipolla.
E poi incomincio questo simpatico rituale:


che mi garantisce soccorso nelle future emergenze. 
Quel che avanza invece diventa polpette: le faccio non troppo grandi, le infarino e le metto a rosolare; bagno con vino bianco e quando evapora copro con brodo di carne, chiudo e lascio cuocere finchè la salsina non si è addensata, circa 20 minuti. 
Oh, magari le farete tutti così, ma onestamente le volte che mi è capitato di mangiare polpette fuori casa non le ho mai trovate così buone! Più probabile trovarle fritte o al sugo di pomodoro...vabbè, se ritenete opportuno depennatemi dai preferiti, ma se solo vi arrivasse questo odorino....


Dopo sta bella magnata ci sta proprio bene un bel dolce e ne ho giusto uno sperimentato oggi che davvero non è niente male: una crostata di frolla con farcitura cioccolato+mandorle+amaretti = pura libidine. Libidinosa, anche se un pò macchinosa, anche nella realizzazione:

Preparate una bella palla di frolla con 300 gr di farina, 1 uovo + 1 tuorlo, 80 gr di zucchero, la scorza di 1 limone e 130 gr di burro morbido, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo una mezz'ora. Nel mentre tritate col mixer 200 gr di amaretti e mescolateli a 150 gr di farina di mandorle (o mandorle tritate finissime). Montate a neve fermissima 3 albumi con 1 pz di sale e incorporateli con delicatezza al composto di mandorle e amaretti, fino ad ottenere un impasto appiccicoso.
A questo punto tirate fuori la frolla e coprite una teglia lasciando i bordi alti.
E ora la parte più divertente: con le mani inumidite ricoprite il fondo della frolla con 300 gr di Nutella o similari, così:


Sopra, con lo stesso procedimento, stendete il composto di amaretti:


Infine ripiegate i bordi verso l'interno e premeteli leggermente con i rebbi di una forchetta. Infornate per 30/35 minuti a 180°. Una volta sfornata lasciatela raffreddare e poi servitela spolverizzata di zucchero a velo. Provatela, poi ditemi (Ema, tu che hai già dato che ne pensi????), a me è piaciuta un sacco! Le ragazze erano troppo impegnate in travestimenti vari e non l'hanno assaggiata, faranno da cavie a colazione...ma durante la preparazione hanno leccato più di un cucchiaio!

Detto questo...buona festa a tutti (qui dice che è ancora il 5 gennaio, ma in realtà l'insonne che scrive ha passato da un pezzo la mezzanotte)!!!





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